“Ospedale di Tarquinia, parliamone anche bene!”

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TARQUINIA – “Ho più volte denunciato insieme al gruppo politico cui appartengo-riferisce la Dott. Laura Voccia consigliera provinciale e comunale dei moderati e riformisti nonché medico radiologo -le molteplici criticità del nostro Ospedale tramite la stampa e mediante incontri con i dirigenti aziendali, in modo molto critico e obiettivo, perché sono sotto gli occhi di tutti la fatiscenza e le carenze strutturali del nostro PO.

 

Quando fu costruito era più che sufficiente per soddisfare le esigenze di salute della popolazione; sicuramente oggi non presenta più quelle caratteristiche strutturali che competerebbero ad un PO di tutto rispetto. Nel corso degli anni sono stati fatti interventi di ristrutturazione ma di minima entità e di certo non sufficienti a compensare il naturale degrado della struttura. Purtroppo scelte sbagliate negli anni passati hanno portato a perseverare nell’investimento di risorse su un Ospedale che non era più a norma piuttosto che prevederne la costruzione di uno nuovo più moderno al passo con la tecnologia e i tempi.

 

Tuttavia dopo ottant’ anni circa di vita il nostro Ospedale è sempre e solo quello ,con tanti problemi ma la cui presenza è essenziale per mantenere nella nostra zona una adeguata assistenza sanitaria.

 

È come possedere una grande scatola malconcia, abbozzata , strappata che però al suo interno nasconde tanta tecnologia e professionalità pur trattandosi di in un piccolo Ospedale di provincia.

 

Il nostro nosocomio anche se malridotto assicura assistenza ai cittadini tarquiniesi e non ,24 ore su 24, e questo grazie a un personale che seppur sotto organico si è impegnato sino ad oggi ,con grande senso del dovere, a garantire una adeguata copertura dei turni.

 

E’ questo il vero problema del nostro come dei restanti PO della provincia :la carenza cronica di personale ,che ha determinato nel corso degli anni un impoverimento delle attività ospedaliere con inevitabili ripercussioni sugli utenti nonché un sovraccarico di lavoro per gli operatori sanitari sottoposti a turni estenuanti con gravi rischi per loro e per la salute stessa dei cittadini.

 

Ricordiamoci però ,nonostante tante storture, di quante persone affollano quotidianamente il nostro PO ,di quanti ricevono cure e assistenza. Parliamo di quante vite umane in condizioni di emergenza vengono salvate per l’ intervento del personale altamente qualificato del 118 e anestesiologico prima, e del PS, della Radiologia, della Chirurgia ,dell’Ortopedia e della Medicina poi, che nonostante al minimo del personale, specialmente nelle ore notturne ,riescono tuttavia a far fronte egregiamente a situazioni gravi che metterebbero in serie difficoltà anche il più attrezzato DEA.

 

Parliamo di quante persone usufruiscono delle attività ambulatoriali specialistiche e trovano personale sanitario disponibile a dare ascolto e a visitare anche un numero di pazienti superiore a quello già numeroso delle liste di lavoro pur di evitare disagi e ritardi nelle diagnosi soprattutto urgenti.

 

Parliamo dell’organizzazione interna di tutela del paziente oncologico che da anni usufruisce di canali preferenziali per l’esecuzione di indagini diagnostiche presso il reparto di Radiologia in cui lavoro con giornate interamente dedicate a tali studi allo scopo di mantenere costanti i controlli.

 

Ricordiamoci che la maggior parte del personale ospedaliero è ancora rappresentato da precari, assunti spesso con tipologie di contratto a termine che non danno diritto a ferie, malattie e maternità e che nonostante ciò sono sempre in prima linea a reggere le sorti di questa barcollante sanità che si tiene in piedi proprio grazie all’impegno incessante di tutti loro”.

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