“Primo maggio, festa del lavoro…”

1

 

VITERBO – «Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere.

 

Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute. »

 

Apologo di Menenio Agrippa – Tito Livio, Ab urbe condida libri

 

Homo faber, l’uomo come artefice, capace di creare, costruire. L’uomo non può prescindere dal lavoro ed è questo a distinguerlo dagli altri esseri viventi. Il lavoro rappresenta un valore di nobiltà dell’uomo che produce ricchezza condivisa e rende efficace l’energia dell’essere. Come in fisica, dove per energia si intende la capacità di produrre lavoro, l’uomo è un giacimento di energia fisica ed intellettuale ed il lavoro è l’orientamento di questa energia verso il bene.

 

Se però lo Stato (cioè lo stomaco di cui sopra) non distribuisce bene le risorse e non garantisce il reale ed effettivo diritto al lavoro, che appare sempre più un privilegio cui ambire, si concretizza e si alimenta la disuguaglianza sociale prodotta dalla svalutazione del lavoro che produce magrezza per molti e profitto ed obesità per pochi. Il profitto ottenuto dallo sfruttamento del lavoro, è l’obesità morale del nostro secolo. Uguaglianza, dignità per il lavoro, futuro”.

 

Melissa Mongiardo (foto)
Consigliere Comunale Partito Democratico

Commenta con il tuo account Facebook
Share.