“Ricordare il passato per sperare nel futuro”

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VITERBO – “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali. L’articolo 5 della costituzione sancisce con forza un tipico tratto distintivo dell’italianità. Ovvero la capacità di adattare a un principio di per sé rigido un’elasticità che lo rende indistruttibile.

 

Il concetto di un’unità fondata sul pluralismo e sull’articolazione che garantisce da un lato la libertà e la democrazia, a partire dal rispetto delle diversità locali, e dall’altro un’indivisibilità permanente, in quanto capace di adattarsi alle mutazioni del tempo e del sistema socio-economico. Questa meraviglia del diritto, che è la nostra Costituzione, è frutto di quel referendum del 2 giugno 1946 con il quale, con suffragio universale, gli italiani e le italiane scelsero tra monarchia e repubblica, cioè tra due diverse forme costituzionali e, di conseguenza, anche governative. Ma quello che scelsero non fu tanto la forma, quanto la sostanza sociale, politica e liberale in essa contenuta.

 

Il 2 giugno è la festa di questa Repubblica, ma è soprattutto una data che esaurisce un’architettura di celebrazioni nazionali, memoria culturale del nostro cammino verso la libertà e la democrazia. Dal 4 novembre, passando per il 25 aprile, per arrivare al 2 giugno. Oggi, anche grazie all’impegno civile degli ultimi presidenti della Repubblica – Scalfaro, Ciampi e Napolitano – che hanno restituito il giusto peso a questa giornata, condensiamo in queste celebrazioni il sentimento di appartenenza e di identità nazionali, contribuiamo a consolidare un mito di conciliazione nel segno delle istituzioni, sottolineiamo la ricaduta nel tempo delle scelte che operiamo, e che in questo caso hanno operato i nostri predecessori.

 

E questo è tanto più importante oggi, all’alba di una ripresa da una crisi non solo economica, ma anche sociale e culturale, che ha messo in discussione le fondamenta e la dignità dello Stato stesso a tutti i suoi livelli. Se nei periodi di crisi l’importanza della ritualità consiste in una sorta di àncora di salvezza e rassicurazione nel nome di un orgoglio appartenente al passato, nei momenti di ripresa questa ritualità deve configurarsi come faro che illumina, con fiducia, la strada verso l’avvenire. Se nei momenti bui della politica e della dimensione sociale, ricordare il glorioso e coraggioso passato consola la comunità, nel frangente della rinascita questa memoria rende la comunità padrona del proprio futuro attraverso l’utilizzo di tutti quegli strumenti democratici avuti in dote dai nostri padri.

 

Festeggio quindi, oggi, questa giovane Repubblica con un nuovo spirito di fiducia e speranza per il domani, memore dell’audacia e dell’impegno di quanti, in quel 2 giugno del ’46, hanno scelto per me e per noi italiani tutti una forma istituzionale che ci rende ancora oggi liberi, autonomi e indissolubilmente uniti. Viva la Repubblica, Viva la Costituzione”.

 

Leonardo Michelini
Sindaco di Viterbo

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