“Ridare dignità al nostro polo ospedaliero”

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VITERBO – “Il piano regionale sanitario non prevederebbe la chiusura del nostro PO, tuttavia i recenti avvenimenti che hanno interessato il reparto di Ostetricia e Ginecologia con prima una annunciata e repentina chiusura con tanto di trasferimento degli specialisti in altri presidi poi la sua improvvisa revoca dopo pochi giorni con non pochi disagi sia per i professionisti coinvolti sia per le utenti disorientate e senza più punti di riferimento ha fatto pensare a molti e soprattutto ai cittadini che questo potesse essere un segnale di un lento e progressivo smantellamento del nostro Ospedale.

 

Ma ciò che a noi preoccupa non è solo quel che riguarda il reparto di OST, di cui non condividiamo la sua trasformazione, ormai certa, in Casa del Parto, a nostro parere non priva da rischi sia per le pazienti che per gli operatori, bensì tutta un’altra serie di segnali che giungono alla nostra attenzione non appena si varca la soglia del nostro Ospedale , sempre se qualcuno riesce ancora a trovarlo visto la mancanza di una insegna andata distrutta con un temporale e non più ripristinata : una struttura a vetri che doveva essere, secondo un progetto di ristrutturazione interna solo in parte attuato , il nuovo ingresso ospedaliero, attualmente invasa da erbacce ed escrementi e la invadente presenza da almeno due anni di una orripilante impalcatura che circonda una struttura muraria già di per sé indecorosa e fatiscente visto che dalla sua costruzione non si è mai provveduto alla sua ripulitura cui si aggiungono erbacce e guano di uccelli stratificato ogni dove.

 

Allora ci chiediamo perché i lavori iniziano e non finiscono mai con notevole dispendio di soldi pubblici? Che senso ha tenere montate delle impalcature costosissime senza che se ne veda mai il loro utilizzo? Per non parlare poi di lavori mai iniziati ,nonostante finanziamenti donati anche da parte del nostro Comune ,come quelli per la realizzazione di un reparto nuovo di gastroenterologia nonché della necessaria e urgente sostituzione di alcuni macchinari diagnostici obsoleti che doveva già da tempo essere stata eseguita : non se ne sa più niente e nessuno sa dare delle risposte in merito.

 

Intanto l’utenza paga personalmente le conseguenze di tutto ciò con disagi per le interruzioni dei servizi, visto l’inevitabile frequente guasto tecnico dei macchinari per ipersfruttamento e con incremento delle già lunghe liste di attesa. Perché il progetto di ristrutturazione interna che prevedeva tra le altre cose una ubicazione diversa e più idonea del PS non è stata più portata a termine e le barelle con malati più o meno gravi debbono continuare a transitare davanti agli occhi di tutti per raggiungere gli ascensori su un corridoio che decorre davanti a un bar e a porte di ingresso con grande disagio per i pazienti stessi e per gli utenti spesso costretti ad assistere a situazioni anche tragiche , vedi codici rossi ,senza possibilità di vie alternative e pertanto a nostro giudizio in una situazione poco consona a quella che una tale emergenza richiederebbe?

 

Allora potremmo essere anche d’accordo con la realizzazione di un nuovo Polo Ospedaliero sul Litorale ma in attesa di ciò visto che non crediamo vi sia una progettazione né tantomeno dei finanziamenti in merito , il nostro Ospedale rimane uno solo, quello che già abbiamo, e sarebbe il caso di capire, una volta per tutte , se c’è da parte delle dirigenze locali e regionali la volontà di mantenerlo aperto perché in tal caso riteniamo sarebbe doveroso investire sulla struttura, per renderlo più decoroso, sui macchinari e sul personale per renderlo ancora più sicuro e efficiente a fronte di un certo rientro economico anche per l’ Azienda Sanitaria Locale. Cerchiamo di ridare dignità al nostro PO per il quale tante battaglie in passato sono state fatte dai cittadini per evitarne la chiusura!

 

Si parla tanto di bloccare la mobilità passiva verso altre regioni, ma ciò non sarà mai possibile se non si prevede un potenziamento delle strutture del nostro territorio che nelle condizioni in cui operano non reggono il confronto con PO extraregionali e che attualmente sopravvivono in massima parte grazie alle professionalità mediche e paramediche che ,nonostante le problematiche legate alla cronica carenza di personale , per lo più precario, e alla fatiscenza strutturale , vi lavorano e si impegnano quotidianamente per far sì che alla popolazione che vi accede possa essere garantita una dignitosa qualità di assistenza.

 

Riteniamo che in un Paese in cui i cittadini dovrebbero avere tutti gli stessi diritti sulla salute visto che le tasse le pagano indistintamente sia nelle altre regioni come nel Lazio, non si possa avere ancora una discriminazione sanitaria con PO su cui si investe e Ospedali lasciati morire. Tutti hanno diritto di essere curati e non necessariamente devono essere messi in condizioni di ricercare oltre il loro paese o magari all’estero una adeguata assistenza sanitaria perchè il nostro territorio non riesce a garantirla soddisfacentemente e ciò con enormi aggravi economici per le famiglie. Auspichiamo inoltre che la situazione di commissariamento da cui versa già da tempo la nostra sanità locale la quale sicuramente non giova alla sua stabilità e organizzazione concreta e duratura, nonostante gli sforzi e il costante lavoro dei dirigenti attuali , venga presto superata con la nomina di un Direttore Generale che possa finalmente assicurare la giusta presenza e continuità amministrativo-dirigenziale necessaria per l’appropriata gestione della sanità del nostro territorio”.

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