Rsa, Sabatini (CI): “Delibera illegittima, Michelini si dimetta”

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VITERBO – “La delibera ‘svuota Rsa’ del Comune di Viterbo è illegittima. Il Consiglio di Stato ha approvato il ricorso presentato dall’associazione Aforsat bocciando su tutta la linea il provvedimento della Giunta Michelini: il sindaco si dimetta per arroganza e manifesta incapacità”.

E’ quanto dichiara Daniele Sabatini, capogruppo Cuoritaliani in Regione Lazio.

“Fin dall’inizio ho denunciato l’illegittimità di quella delibera chiedendo che venisse ritirata- aggiunge – una vergogna che ha portato allo stremo intere famiglie le quali giustamente, grazie al ricorso di Aforsat e alla tenacia della sua presidente, Laura Calcagnini, vedono riconosciuti i propri diritti. Ci hanno pensato i magistrati a porre fine ad un provvedimento vessatorio, con l’aggravante della retroattività, che di fatto elude normative nazionali e regionali privando tante famiglie del contributo comunale per i loro assistiti nelle Rsa della Tuscia. Il Consiglio di Stato ribadisce che il contributo va garantito, senza se e senza ma, a tutti coloro i quali abbiano una soglia Isee al di sotto dei 13mila euro, senza individuare fasce e a prescindere dal patrimonio mobiliare o immobiliare delle persone, come ha fatto invece il Comune. Tutto ciò è illegittimo, lo abbiamo detto per oltre un anno, anche proponendo soluzioni da condividere, ma ci siamo scontrati contro l’ottusità politica di una amministrazione sorda che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. La pronuncia del Consiglio di Stato certifica la sconfitta di questa amministrazione incapace di dare risposte ai suoi cittadini, di tutelare le fasce più deboli, a cominciare dagli anziani e i loro familiari. A fronte di tutto ciò, non si può far finta di niente – conclude – perché quel provvedimento ha avuto effetti concreti e penalizzanti per tante famiglie, ora la sua smentita non può non avere effetti politici: Michelini e la sua giunta complice della delibera vergogna, si assumano le proprie responsabilità politiche e si dimettano per arroganza istituzionale e manifesta incapacità politica”.

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