“Sanità, prosegue il clima di incertezza”

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VITERBO – “Illustre Presidente, ancora una volta l’argomento degli operatori sanitari del Lazio resta, a tutti gli effetti, una questione deteriorata da preoccupazioni, incertezze e angosce, soprattutto se parliamo del Personale tuttora nella triste condizione di precariato e che resta come tale, malgrado le Sue rassicurazioni dettate con la proroga dei contratti fino al prossimo 2018; pertanto, niente fine dell’incertezza, niente sicurezza, niente di niente, si continua a mantenere in vita l’applicazione di “contratti-spezzatino”, ormai da oltre un decennio, quale vergognosa e ricattatoria forma di assunzione della “forza lavoro” imposta dalla Politica e fin troppo tollerata da tutti.

 

Per questi lavoratori, in concreto, ancora non è stato fatto nessun piano straordinario di assunzione, perpetrando un diniego al diritto sacrosanto di essere stabilizzati dopo tanti anni di paure e di sfinimenti mentre, oggi, sarebbe meno arduo parlare di stabilizzazione del Personale con gli organici delle Aziende Sanitarie e ospedaliere ridotti all’osso, paradossalmente causa della lievitazione dei costi per l’effettuazione di doppi turni, lavoro straordinario e reperibilità a garanzia dei Servizi essenziali quando, fuori, bussano alla porta migliaia di giovani laureati, mestamente annoverati nelle liste dei disoccupati di lungo corso e che, se assunti, risolverebbero le forti criticità che si stanno presentando con l’attuazione della Legge 161/14 sull’orario di lavoro, rigorosamente da applicare anche ai dipendenti delle ASL.

 

Quando Lei asserisce che “Il Lazio cambia con la proroga dei contratti fino al prossimo 2018 in quanto si danno maggiori certezze e più sicurezza ai lavoratori”, Le consigliamo di prendere nota sui licenziamenti già attuati presso Villa Rosa e su quanti minacciati dalle altre strutture sanitarie accreditate del viterbese, sebbene la penuria di infermieri, tecnici e OSS e la mancanza di posti letto ospedalieri avrebbero dovuto incoraggiare ben altre soluzioni, ben altri provvedimenti, risolutivi, drastici e di sostegno alla “rete ospedaliera”, alla medicina territoriale e ai Presidi accreditati.

 

Si faccia un giretto, illustre Presidente Zingaretti e cerchi di comprendere lo stato d’animo dei professionisti della Sanità, sfiduciati, demotivati, stanchi, intimoriti, ognuno con la sua storia e le sue esperienze, che si interrogano sul perché non vengono considerati, retribuiti adeguatamente, con la prospettiva del pensionamento sempre più lontana, con contratti di lavoro precari o, peggio ancora, con partita IVA, alla mercé della parte datoriale sempre più avara nel concedere diritti e opportunità di avanzamento professionale.

 

Questo è lo scenario sanitario della Tuscia, di Viterbo e della sua Provincia, beffato oltre misura dalla ignobile storia dell’ospedale Belcolle, dalla sudditanza alla Sanità romana e da una Politica presente solo per raccogliere consensi elettorali; un decadimento sanitario e sociale che non ha registrato nessun intervento del Governo e pochissime o inconcludenti azioni dei Partiti politici locali; eppure, anche noi abbiamo delle esigenze, delle aspettative, caro Presidente Zingaretti, anche noi, desideriamo una Sanità più dignitosa, più efficace, ad iniziare dal rispetto che meritano quei lavoratori che si impegnano quotidianamente nella salute, nella cura e nella prevenzione sanitaria, iniziando proprio dalla definitiva soppressione del precariato tra il Personale dipendente”.

 

Roberto Talotta (foto)
Dipartimento Sanità di FondAzione per la Tuscia

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