“Se dovessi decadere chiederò i danni al Comune”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – “Il mostro è tornato. Il criminale internazionale è stato stato finalmente estradato e ricondotto in Italia”. Utilizza l’ironia Francesco Moltoni (foto), consigliere comunale del Gal, nel commentare i cattivi pensieri recentemente fatti sul suo recente viaggio in Brasile.

 

Un viaggio di cui, a quanto pare, si poteva conoscere sia la data di andata sia quella del ritorno, ma che non ha comunque mancato di scatenare la fantasia e le illazioni di qualche malpensante, che avrebbe collegato il viaggio in Sud America di Moltoni con alcune vicende processuali che lo riguardano.

 

“Certi articoli usciti durante la mia assenza – ammette Moltoni – mi hanno fatto effetto. Essere stato sbattuto in prima pagina, dipinto come un mostro, non è stato piacevole anche per chi, come me è in politica da tanto tempo. Nell’ultimo anno e mezzo ho avuto più attenzione io che Vallanzasca e Totò Riina messi insieme.

 

A questo punto – prosegue Moltoni – mi chiedo seriamente se il vero problema di Viterbo sia io. Nel contempo, però, non posso non pensare che tutta questa attenzione nei miei riguardi sia solo un tentativo, da parte di qualcuno, di offuscare le vere problematiche di questa città.

 

Perché, tanto per fare un esempio, non si parla di cose serie come l’appalto sulla raccolta dei rifiuti e le vicende che attanagliano la società che la gestisce? Perché non ci si sofferma sull’atteggiamento scarica barile dell’attuale giunta in merito a questo tema? E perché questa amministrazione si accorge solo oggi dell’inadeguatezza dell’appalto per la pubblica illuminazione? Questi, a mio avviso, dovrebbero essere i veri problemi da affrontare. Eppure si continua a parlare solo di Moltoni”.

 

Subire in silenzio non è certamente quello che Moltoni intende fare e lo dimostra ribattendo punto su punto ad ogni accusa mossagli in queste ultime settimane.

 

“Qualche giornale – spiega – ha accostato la mia persona al reato di bancarotta ma, a mio avviso, prima di sparare a zero si dovrebbero leggere le carte in maniera più seria. La situazione a cui si fa riferimento, infatti, prende le mosse dalla denuncia di un privato, che asserendo di essere socio di una determinata società ha ben pensato di attaccare il sottoscritto per vicende ad essa legate. A seguito di ciò è stata aperta un’inchiesta, che ha visto essere coinvolto anche il liquidatore di quella stessa società, denunciato anch’egli insieme a me.

 

Dopo la richiesta di una proroga dei tempi siamo ora finalmente giunti alla fine delle indagini. Adesso potrò leggere le carte, cercando di capire se emergerà qualcosa a mio carico. In tal caso mi riservo la possibilità di poter presentare prove che mi possano eventualmente scagionare. Ad ogni modo mi ritengo tranquillo e sicuro di poter dimostrare la mia estraneità ai fatti”.

 

Una vicenda, questa, sulla quale Moltoni ha ammesso di avere forti dubbi in merito alla tempistica con cui la stessa ha preso quota.

 

“La puntualità con cui questa vicenda è fuoriuscita – spiega Moltoni – è a dir poco sospetta, poiché coincide con la prossima discussione sulla mia decadenza dalla carica di consigliere comunale. Non voglio pensar male, ci mancherebbe, ma tutto ciò mi sembra quanto meno strano. Il rischio, adesso, è che i consiglieri comunali che saranno chiamati ad esprimersi sul mio futuro in Comune possano risentire di queste insinuazioni e farsi un’idea sbagliata della mia persona”.

 

Ed è proprio sulla sua possibile decadenza che Moltoni tiene a mettere in chiaro alcune situazioni non ancora pienamente definite.

 

“Nella prossima seduta di Consiglio – sottolinea – inizierà la discussione e anche in questo frangente mi reputo abbastanza sereno. In merito alla vicenda Cev torno a ribadire la mia convinzione di non aver fatto nulla di sbagliato. All’epoca, infatti, fummo semplicemente chiamati ad approvare una delibera di giunta che ratificava un’indicazione del consiglio comunale e che godeva dei pareri favorevoli del segretario comunale, del ragioniere capo e del collegio dei revisori dei conti; un atto, quello da noi firmato, che per di più, da quanto si è venuto poi a sapere, non era nemmeno necessario”.

 

A prescindere da ogni possibile responsabilità a lui imputabile, Moltoni ricorda a tutti un particolare da non poco conto: “Noi amministratori – spiega – potevamo disporre di un’assicurazione che ci copriva in caso di responsabilità civile e che garantiva amministratori e dirigenti nell’espletamento del loro operato. Oltre a ciò, ricordo a tutti che stiamo parlando di un danno erariale e non di condanne penali. Ad ogni modo, a seconda di come andranno le cose, non escludo il ricorso ala Corte di giustizia di Strasburgo. Esistono infatti sentenze della corte di Cassazione che assolvono amministratori che ebbero modo di agire in maniera analoga alla nostra”.

 

E in merito alla possibilità di dover pagare o meno, Moltoni specifica: “Non ho mai detto di non voler pagare; diversamente, sono semplicemente convinto di non dover pagare nulla. Se c’è qualcuno che deve pagare, semmai, è la compagnia di assicurazione con cui Comune è nel frattempo in contenzioso. In tema di responsabilità, invece, credo che ad essere messo sotto la lente di ingrandimento dovrebbe essere il dirigente che all’epoca preparò tutte le varie documentazioni, non certo io”.

 

La possibilità che Moltoni possa essere estromesso dal Consiglio resta in ogni caso in piedi; una possibilità, questa, che porterà all’inevitabile apertura di un contenzioso tra il consigliere del Gal e l’ente comunale.

 

“Se mi dovessero estromettere dal consiglio – annuncia Moltoni – sarò costretto a fare una richiesta di risarcimento danni al Comune di Viterbo. E state certi che l’ammontare di questi danni non sarà lieve di entità”.

 

L’amarezza di Moltoni è profonda e deriva, a detta del consigliere, da alcune “coincidenze” che hanno dato il via alla sua messa in discussione.

 

“Sarà un caso – fa notare Moltoni – ma dopo una mia affermazione critica nei riguardi della Viterbo Ambiente tutto è cambiato.

 

Anche Maurizio Tofani – ricorda – fece un intervento molto critico nei riguardi dell’amministrazione in merito alle modalità di assunzione e al subappalto relativo alla pulizia manuale del centro storico. Il risultato di questi due interventi fu un cambio di atteggiamento nei nostri riguardi. Calcagnini arrivò addirittura ad affermare che il Pd era in imbarazzo a sedere al fianco mio e di Tofani.

 

Che questi due interventi – prosegue Moltoni – abbiano dato fastidio a qualcuno? A mio avviso la risposta è si. Spero solo che non tutti i consiglieri si prestino, in fase di voto, a questo tipo di gioco, mirante solo a far fuori uno scomodo consigliere per sostituirlo con un più ordinato e vicino a certe posizioni”.

 

Per avere una risposta bisognerà attendere la prossima seduta. Nel frattempo, Moltoni conclude la sua disamina con un duro attacco al sindaco Leonardo Michelini. “Il primo cittadino afferma che i consiglieri eletti in consiglio con la sua lista dovrebbero ringraziarlo e che chi è passato all’opposizione è un ingrato? Beh, a mio avviso il sindaco si dovrebbe solo vergognare. Michelini, infatti, è oggi sindaco principalmente grazie ai voti portati dai candidati nella Lista Oltre le Mura. Una lista, questa, di cui il sindaco ha tradito lo spirito, piegandosi a logiche di partito che non hanno fatto altro che portare danni a Viterbo e ai viterbesi”.

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