“Società partecipate, i vertici impiegatizi si riducano le retribuzioni”

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VITERBO – “Sarebbe comportamento etico che in periodo, come questo, di crisi finanziaria del Paese, gli alti vertici impiegatizi delle società partecipate dalla pubblica amministrazione, si autolimitassero le alte, a volte altissime retribuzioni che percepiscono ( a volte più alte di quella del Presidente della Repubblica), anche per seguire l’esempio che altri comparti della P.A. si sono dati, compresi gli stessi organi costituzionali.

 

Sarebbe altrettanto opportuno ed etico che le nomine a questi “alti uffici”avvenisse in maniera trasparente, in base al merito. Per merito intendiamo le capacità soggettive e professionali ed anche i titoli di studio, che in Italia hanno ancora un valore legale.

 

L’invocata trasparenza degli atti e dei procedimenti è dovuta, anche, al fatto che si spendono soldi e risorse pubbliche in settori strategici della soscietà e della economia.

 

Oggi, si arriva , anche, al paradosso che le regole di trasparenza e contenimento della spesa, si applichino, magari, agli enti pubblici proprietari (Regioni, Provincie e Comuni) e magari, invece, non si applichino alle stesse società pubbliche partecipate da queste ultime amministrazioni.

 

Da qui la necessità politica di mettere ordine ed uniformità alla normativa giuridica, a livello non soltanto locale e regionale, ma anche e soprattutto, nazionale. Ai politici, quindi, l’arduo compito di riorganizzare e rendere efficace la spesa in un comparto, quello delle partecipate, frastagliato di intervento pubblico nell’economia, dove l’eccezione personale ha rischiato e rischia, ancora, di divenire la regola”.

 

Piergiuseppe Polo

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