“Strumentalizzare la paura per gli immigrati è immorale e controproducente”

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VITERBO – “Nel Viterbese, a oggi sono ospitati 196 richiedenti asilo arrivati negli mesi con l’ultima ondata migratoria. A loro vanno aggiunti i minori del progetto attivato nel comune di Tessennano. Il paese più piccolo della Tuscia è l’unico in Italia, insieme a Bologna, a essersi aggiudicato il progetto di accoglienza di minorenni per un totale di 50 unità entro il 2015.

 

Siamo una terra di accoglienza e lo stiamo dimostrando. Vogliamo evitare e combattere tutti i tentativi di cavalcare la paura che c’è: un atteggiamento profondamente immorale e che non aiuta a risolvere il problema. I respingimenti, la costruzione dei muri non sono una risposta all’emergenza. La risposta è l’accoglienza in condizioni di sicurezza per chi arriva e per le comunità locali, in cui devono esserci occasioni di confronto perché l’emergenza è oggettiva ma va affrontata uniti anche da posizioni politiche diverse”. Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, intervenendo all’iniziativa “Immigrazione: accoglienza, sicurezza, diritti e legalità”, questa sera in Provincia. Ospite dell’incontro Enzo Amendola, deputato e capogruppo del Pd in Commissione Esteri. A coordinare i lavori Andrea Egidi, segretario della federazione Pd di Viterbo. A portare il suo saluto anche il nuovo prefetto Rita Piermatti che ha ricordato come l’argomento necessiti di essere approfondito perché l’esodo è ormai diventato strutturale ed ha confermato l’impegno della Prefettura che è iniziato in questi mesi e che proseguirà.

 

“Abbiamo voluto offrire – ha detto Mazzoli – un’occasione di confronto e discussione su un argomento complesso e delicato. Di fronte alle domande e alle preoccupazione dei cittadini bisogna avere rispetto e l’umiltà di spiegare cosa si sta facendo. Parliamo di immigrazione ma in realtà non siamo di fronte a una libera scelta di muoversi: siamo piuttosto di fronte a un esodo di massa dovuto alla disperazione per guerre, carestie, crisi di diversa natura. Questo esodo avviene in un quadro di assoluta illegalità gestito da organizzazioni criminali. Nel mondo si sono moltiplicate le guerre, le carestie, le crisi dovute anche a errori di calcolo strategico dei Paesi europei: Mali, Algeria, Siria, Iraq, Afghanistan, Libia sono solo degli esempi. Le popolazioni sono disposte a tutto pur di andarsene, per cui se non risolveremo quelle situazioni in loco non riusciremo a fermare l’esodo. Invece, spesso confondiamo trafficanti e migranti. Troppo spesso si fa l’equazione tra immigrati e terroristi. La verità è che le organizzazioni criminali usano le migrazioni per acquisire risorse e finanziare poi attività terroristiche”.

 

Mazzoli ha richiamato anche l’Unione europea ai suoi obblighi. “Il problema non può essere solo italiano, per questo è stato sacrosanto pretendere che di questa vicenda si occupasse l’Ue a livello di programmi e risorse da investire. Con Mare Nostrum l’Italia ha investito 9milioni di euro al mese e salvato 100mila migranti. Siamo passati a Triton, ovvero un investimento dai 3 ai 6 milioni di euro spalmati su 28 Paesi ma che è solo un’attività di monitoraggio. Serve invece un piano strategico di medio-lungo termine. Il trattato di Dublino obbliga i migranti a chiedere asilo nei Paesi in cui approdano, per cui nel 70% ricadono sempre sugli stessi Stati anche se poi sono diretti altrove. Serve anche un diverso atteggiamento politico nei confronti del Nord Africa: finora l’Ue ha guardato da fuori le primavere arabe, serve invece maggiore protagonismo, a partire dalla crisi in Libia. Dopo 27 anni, questo Parlamento ha varato la riforma della cooperazione internazionale”.

 

Ma cosa sta facendo Bruxelles in merito? “Oggi e domani – ha spiegato – si svolge il consiglio europeo con i capi di Governo: la proposta delle quote di 40mila migranti da spalmare tra gli Stati è un fatto importante se approvata. Certo, le quote e la spartizione sono stringenti ma manca una vera politica di regole comuni. E’ prevista anche una missione navale contro il traffico di migranti dai primi di luglio per distruggere i barconi usati dai migranti. Noi, come Paese, quando troviamo qualcuno in mare gli salviamo la vita. Per noi sono vite umane. Per i non richiedenti asilo procederemo coi rimpatri, d’intesa coi Paesi d’origine per riaccompagnarli, ed è cosa diversa dai respingimenti”.

 

Quindi, la parola è passata ad Amendola. “Questi sono temi – ha dichiarato – che vanno spiegati. Nella società italiana, di fronte a un mondo che sta diventando un caos totale, c’è bisogno di spiegazioni e informazioni. E’ legittimo avere paura di fronte al mondo che cambia, di fronte a guerre che arrivano fino a noi come quella siriana. Ma non ci deve piacere chi specula sulle paure perché non risolve i problemi. Dobbiamo spiegare e trovare soluzioni. In Italia, nel corso del tempo abbiamo registrato varie ondate di immigrazione: oggi gli immigrati che lavorano e pagano le tasse sono circa 5 milioni, sono l’8,8% del Pil. Grazie a loro si regge il sistema pensionistico. Sono numeri bassi rispetto al resto dell’Europa”.

 

Poi abbiamo avuto tre ondate di emergenza dovute a fattori storici: “Quella albanese – ha spiegato – alla fine degli anni ’90; nel 2011, dopo le primavere arabe, dalla Tunisia partirono in due settimane 20mila tunisini; ora la terza ondata, scoppiata da due anni perché la Siria e altri Paesi dopo la guerra civile sono saltati in aria. Quest’anno dalla Tunisia, dopo la stabilizzazione della situazione, di irregolari ne sono arrivati solo 800. Dalla Siria sono scappati in 4 milioni, e non lo hanno fatto per fame: sono intellettuali, commercianti, famiglie che vogliono salvarsi dalla guerra. Lo scorso anno abbiamo avuto 170mila arrivi, di cui la maggioranza sono siriani. A giugno 2014 erano 58mila, a un anno di distanza 63mila: c’è un incremento, ma non un’invasione. Non sono numeri incredibili: dobbiamo agire sulla normalità dell’accoglienza. Ora la rotta dei Balcani sta facendo concorrenza ai barconi. Dobbiamo riuscire con molta calma a spiegare ai cittadini che il mondo non è in pace e che si scappa perché non ci sono alternative. Le soluzioni devono essere molteplici: l’aumento della cooperazione, dell’accoglienza, una politica europea comune, maggiori pattugliamenti in mare e accordi con i Paesi d’origine. I respingimenti, è bene ricordarlo, sono vietati dal diritto internazionale”.

 

Andrea Egidi, segretario della federazione Pd di Viterbo, ha ribadito: “Quello che vogliamo fare è rendere più serio e meno strumentale il dibattito sull’immigrazione. Dobbiamo far sì che alla richiesta di farsi carico del problema rivolta agli enti locali ci sia chiarezza. Questa mattina, c’è stato l’incontro tra Governo e Regioni e oggi è l’avvio del consiglio europeo che tratterà anche le tematiche dell’immigrazione: stiamo parlando dell’attualità che ci coinvolge tutti”.

 

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