Tariffe mense scolastiche, i genitori chiedono lumi ma la giunta non sa rispondere

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Per l’assessore Delli Iaconi tutto è ancora da decidere, ma i comitati denunciano:  “Le fasce sono già state comunicate alle scuole”

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Ore 9.30. A Palazzo dei Priori è in programma la discussione sulle tariffe delle mense scolatiche. Salta però subito all’occhio un primo problema: la maggioranza dei consiglieri non sono presenti.

 

Qualcuno, a quanto sembra, non ha letto nella propria casella di posta la mail di convocazione della Commissione. Altri, invece, pare non abbiano coinsiderato lo spostamento temporaneo della Commissione da via Garbini a Palazzo dei Priori.

 

Fatto sta che alle ore 9.30, presso la Sala del Consiglio, ad essere presenti in aula per la discussione sulle tariffe delle mense scolastiche, oltre al presidente di Commissione Arduino Troili e ai rappresentanti dei comitati dei genitori, erano presenti appena 6 consiglieri: Buzzi, Santucci, Insogna e Sberna per l’opposizione e i soli Moricoli e Cappetti per la maggioranza.

 

Il presidente Troili è indignato e non esita a manifestare tutto il proprio disappunto. “Oltre all’assessore Troncarelli e al dirigente Fioramanti, che so essere a Roma per motivi istituzionali, non capisco il motivo di tutte queste assenze. L’assessore Delli Iaconi si era giustificato asserendo di avere in programma un incontro con i cinesi, ma lo ho sollecitato a fare uno sforzo e a presentarsi alla riunione odiena. Ma il resto dei consiglieri che fine ha fatto? Forse sono ancora a letto? A mio avviso qualcuno di questi signori, anziché fare il consigliere comunale, dovrebbe andare a fare il consigliere dello Juventus club”.

 

Il presidente Troili critico nei confronti di alcuni consiglieri

Il presidente Troili critico nei confronti di alcuni consiglieri

 

Troili è furioso e propone addirittura di censurare per iscritto l’assessore e il dirigente. Nel frattempo giungono alla spicciolata Micci, Ubertini, Marini e Frontini. A seguire Scorsi, Tofani, Bizzarri e Moricoli, che vanno a rimpinguare i banchi della maggioranza, occupati già da mezzora da diversi rappresentanti dei comitati dei genitori.

 

La discussione prende il via, con Santucci che prova a fare il punto della situazione. “Secondo quanto previsto dalla delibera chi non ha presentato l’Isee, circa 600 persone, pagherà cinque euro a pasto, essendo inquadrato nella fascia più alta. Ad oggi ci sono 600 persone. Altri 600, invece, pagherebbero in base all’Isee presentato. Nel frattempo, però. la vecchia tariffa è stata prorogata sino al 31 dicembre. Una scelta discutibile che a mio avviso creerà ancora più confusione”.

 

I rappresnetanti dei comitati, da par loro, fanno notare come la priorità dell’amministrazione, a prescendere dal reddito, dovrebbe essere quella di proteggere le famiglie più disagiate e numerose. “Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’amministrazione a fare un passo indietro e a rivedere le tariffe – affermano –. Certo è che il raddoppio delle tariffe sarebbe deleterio non solo per le famiglie ma anche per le scuole, che riscontrerebbero una conseguente diminuzione delle iscrizioni a tempo pieno”.

 

Ma a portare l’attenzione sul cuore del problema è la consigliera di Viterbo Venti Venti Chiara Frontini: “Come risulta anche dai verbali del consiglio – afferma – si deduce che questa manovra è stata fatta per portare un risparmio nelle casse dell’Ente. Risparmiare su un servizio del genere non è in ogni caso concepibile. L’assessore Delli Iaconi dovrebbe a questo punto chiarire una volta per tutte se questa è un’operazione tesa a far risparmiare l’ente o se invece si tratta di una manovra di giustizia sociale tesa a riequilibrare le fasce”.

 

La replica di Delli Iaconi è netta: “Sin dal primo incontro il sindaco e l’assessore al Bilancio hanno assicurato che lo scopo non è quello di incrementare le casse, bensì quello di redistribuire le tariffe in base al reddito”.

 

Resta però il nodo centrale, ovvero, quello della presentazione dell’Isee; un atto, questo, non compiuto dalla metà delle famiglie interessate.

 

“Se alcune famiglie non hanno consegnato l’Isee – spiega Federica Pacifici, rappresnetante della scuola dell’infanzia Pio Fedi di Grotte santo Stefano – è perché evidentemente non hanno ritenuto opportuno farlo, in quanto fuori dalle fasce utili per avere una diminuzione della tariffa. Certo è che se la metà delle persone è rimasta fuori qualcisa di strano c’è”.

 

L’assessore fa notare come in realtà le fasce siano ancora da definire, ma la rappresentante della “Pio Fedi” ribatte: “Avete mandato la griglia alle scuole, quindi avete già deciso”.

 

La discussione si arena su un punto di non ritorno: i genitori e l’opposizione continuano infatti a sottolneare delle problematiche a cui l’assessore, puntualmente, ribatte con altre argomentazioni.

 

Il consigliere Santucci prova a questo punto a sbloccare la situazione: “Fino al 30 luglio tutti pagavano 3 euro senza eccezioni. A non pagare era solo chi assistito dai servizi sociali. Alla luce di ciò ribadisco che il principio di redistribuire le fasce sia giusto. Il problema, però, è che la giunta ha applicato le nuove fasce senza avere i dati in mano. Una volta che l’amministrazione si è accorta che di ciò ha ben pensato di prorogare l’entrata in vigore delle nuove tariffe, creando questo caos. Certo è che rimettere in discussione le fasce ad anno colastico in coros sarebbe un autentico controsenso.

 

Si pensi ad esempio alla confisuone che si creerebbe in quelle famiglie che, essendo al di sopra della soglia dei 25mila euro di Isee, e che dunque oggi non hanno motivo di presentare l’Isee, dovessero tra qualche mese ritrovarsi nelle fasce agevolate a fronte di un eventuale innalzamento della soglia.

 

Insomma, va bene il principio che chi ha di più paga di più, ma a mio avviso trascorrere i prossimi mesi con un ennesimo criterio di tariffazione diverso sarebbe a dir poco folle. A questo punto sarebbe opportuno arrivare a maggio mantenendo le vecchie tariffe”.

 

Concorde il consigliere Santucci anche i consiglieri Sergio Insogna (Gal) e Chiara Frontini (Viterbo Venti Venti), che sottolineano la necessità di rimandare il tutto e di trovare una soluzione alternativa. “Si alla redistribuzione delle tariffe – affermano – ma solo a partire dal prossimo anno scolastico”.

 

Ma l’assessore Delli Iaconi non ci sta e difende fino all’ultimo le scelte della giunta. “Se non avessimo fatto questo percorso – spiega – non saremmo in grado di ragionare sui dati. Le famiglie però devono collaborare e portare gli Isee. L’obiettivo è quello di far pagare meno chi ha meno. Le casse del Comune non c’entrano nulla”.

 

La versione dell’assessore continua però a non convincere gran parte dei presenti. Si potrebbe andare avanti per ore, ma la questione rsa, anch’essa all’ordine del giorno della Commissione, incombe, rendendo inevitabile il rinvio della discussione alla prossima seduta, in cui si spera di avere idee più chiare sul modo in cui la giunta intenda venire incontro alle famiglie viterbesi.

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