Tarquinia, celebrata la Festa della Repubblica

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TARQUINIA – Impegno civile, difesa degli ideali repubblicani, sentimento di gratitudine per chi difende le Istituzioni e incitamento ai giovani a mettersi al servizio del bene comune. Sono stati questi i capisaldi del discorso che il sindaco Mauro Mazzola ha tenuto per la Festa della Repubblica.

 

La ricorrenza si è aperta in piazza Giacomo Matteotti, con l’omaggio al mausoleo di Domenico Emanuelli, primo cittadino di Tarquinia nell’immediato secondo dopo guerra, ricordato dalle parole del vice sindaco Renato Bacciardi: «Medico eccezionale, personalità di spicco della Resistenza, indimenticato sindaco di Tarquinia e deputato di straordinaria levatura, protagonista di una stagione irripetibile di rinascita per l’Italia, che si dotava di una solidissima architettura democratica».

 

La celebrazione è poi proseguita a viale Luigi Dasti di fronte al monumento ai caduti, dove ha preso parola il sindaco Mazzola: «Il 2 giugno segna l’inizio di un’epoca che ha visto l’Italia uscire dalle macerie del nazifascismo e della guerra, per crescere e diventare l’importante Nazione che è oggi. Questa festa è quella che noi sentiamo più vicina, perché richiama una scelta fondamentale nella vita quotidiana, il baluardo della nostra democrazia: la Costituzione. Ci ritroviamo uniti attorno ai simboli nazionali, su cui vegliano le forze armate e le forze dell’ordine: a loro dobbiamo un sentito ringraziamento perché tutelano, anche con la vita, la difesa degli ideali repubblicani, troppe volte minacciati.

 

Il concetto di Repubblica esprime in modo in equivoco il senso di appartenenza di tutti i cittadini allo Stato e di tutto lo Stato ai cittadini. Nel panorama delle autonomie locali la missione da compiere è di fortificare le basi di appartenenza alle istituzioni e promuovere così il senso di coesione intorno a obiettivi comuni. Non si deve pensare che nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni, vi siano solo politi corrotti. Ci sono uomini politici puliti, con requisiti di specchiata moralità, con la schiena dritta che non si fanno piegare da nessuno. Perché, servire la propria comunità, è un privilegio da trattare con cura, rispetto, etica e onestà e ciò è la normalità per moltissimi amministratori locali, sindaci, assessori e consiglieri comunali. Il messaggio che rivolgo a tutti, ma soprattutto ai giovani, è proprio di porsi al servizio della collettività nella costruzione del bene comune».

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