“Come ferro vivo”. sabato inaugurazione della personale del Maestro Rinaldo Capaldi

0

 

RONCIGLIONE – Sabato 16 Aprile 2016 alle ore 17 si inaugura l’installazione scultorea sulla tragedia dei migranti del Maestro Rinaldo Capaldi nell’ambito della sua Mostra Personale di Scultura in corso all’interno del nuovissimo Museo della Ferriera Vecchia in Via delle Cartiere a Ronciglione.

Durante la manifestazione interverranno:
· Alessandra Corsi (Critico e Storico d’arte)
· Giuseppe Carrisi (Giornalista RAI, scrittore e documentarista, che da anni si occupa delle problematiche dei Paesi in via di sviluppo, in particolare dell’Africa, realizzando numerosi reportage da zone di guerra)
· Paola Fanali (Mediatore culturale professionale e Presidente del Consorzio Onlus Itercasa Gea che opera nella Regione Lazio a favore delle fasce deboli di popolazione, con particolare attenzione ai migranti).

 

Verrà inoltre proiettato il documentario “Le figlie di Mami Wata” (2012), Scritto e diretto da Giuseppe Carrisi, che racconta il fenomeno del traffico di ragazze nigeriane dal loro Paese in Italia a scopo di sfruttamento sessuale.

 

L’evento è ideato e realizzato dall’artista stesso con la collaborazione del Critico e Storico d’Arte Alessandra Corsi, dell’Associazione culturale “Andar per Arte” e con il patrocinio del Comune di Ronciglione e della Biblioteca Romolo Bellatreccia di Ronciglione.

 

La Mostra rimarrà aperta fino al 25 Aprile 2016 (solo il sabato e la domenica) dalle ore 10 – 13 e dalle 16 – 19. INGRESSO LIBERO

 

“Lo senti il mare, lo senti il rumorio del mare, il continuo movimento insistente delle onde, quelle onde che ti cullano, ti trasportano, ti lasciano volare con la fantasia e la libertà nel sogno… Non per noi, no…

 

Guardaci siamo qui, tra cielo e mare, tutto è azzurro, quello splendido azzurro del mare di speranza e del sereno sopra di noi, ma siamo qui soli, disperati, infreddoliti, abbiamo paura, abbiamo fame, abbiamo bisogno di un posto sicuro dove andare, dove trovare rifugio, un riparo per un nuovo inizio, una nuova esistenza. Senza la nostra vita, lontano dagli affetti, per un sogno da donare ai nostri figli, per un futuro da inventare.

 

Senti i lamenti, senti le grida, senti le richieste di aiuto, abbiamo bisogno del tuo sguardo, abbiamo bisogno della tua attenzione, non puoi non guardarci, lì davanti ai tuoi passi, tu sicuro nella tua casa, sicuro della tua esistenza, caldo abbraccio dei tuoi cari. Ci passi attraverso, ci scavalchi, ci schivi, scegli il meglio, non vuoi vacillare, non vuoi perdere l’equilibrio della tua vita, per quanto grigia e dura, te ne lamenti, vorresti il meglio e non ti accontenti e non ti soddisfa.

 

Allunga invece il tuo braccio, allunga il tuo sguardo fuori, oltre, sulla distesa immensa della nostra speranza, del nostro coraggio.

 

Da costa a costa, abbiamo abbandonato tutto e tutti, ricominciamo da qui, ci è rimasto solo il fiato in corpo, l’ultimo disperato grido di salvezza.”

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.