Anche ogni pazienza ha un limite

0

 

VITERBO – Stavo guardando alla televisione l’ennesimo confronto tra un esponente del SI e del NO (stavolta Del Rio/Travaglio) ed ho avuto un moto di rifiuto, un basta: qui ci stanno prendendo per il colon! Qui c’è qualcosa che non quadra! Qui qualcuno ci marcia!

Non è possibile una campagna referendar/elettorale che partita ad aprile, doveva concludersi i primi di ottobre, invece si terrà il 4 dicembre; non è possibile che un paese civile, evoluto, culturalmente avanzato possa essere costretto ad andare avanti ancora per due mesi a pane e referendum, lasciando in ombra il resto.

Così ho cambiato canale e mi sono messo a vedere Wei Wei su Rai 5 ed a scrivere queste righe.

Cosa ci sta succedendo? Non è normale che la partita della Brexit, stellarmente più importante del nostro referendum, si sia conclusa in un paio di mesi e qualcuno manipolando le regole del gioco ha allungato a suo piacimento il periodo di campagna per avere tempo e strumenti, come la finanziaria a pioggia, per conquistare consenso, rimbecillire il popolo telespettatore, occupare tutti i canali asserviti ed il resto dei media, sterilizzare Berlusconi, mobilitare i ministri e chissà cos’altro da qui al voto.

Non è normale che il Ponte sullo Stretto ci venga ora spacciato come alta velocità Napoli-Palermo: ma ve la immaginate un Freccia Rossa a 250 Km/h su 3000 metri di campata…?

Non è normale che sia il ministro Del Rio a .proporcelo, dopo aver massacrato le Province, elevato a Città Metropolitane, Messina, Catania e Cagliari, ecc., lasciato Roma con le regole di Tessennano (con tutto il rispetto!), obbligato i Comuni ad un demenziale associazionismo, ed avviare una profonda riscrittura della sua legge solo dopo due anni.

Non è normale che una legge elettorale approvata a colpi di fiducia ed indicata come eccellenza da esportare e far copiare, divenga oggi merce di scambio per il SI.

Insomma comincio a preoccuparmi; mi sembra di assistere ad una specie di test sulla nostra capacità di assorbimento e di asservimento; una sperimentazione dell’uso disinvolto e capzioso dei media e della riproposizione senza imbarazzi dei metodi berlusconiani: passaggi in tutte le trasmissioni nazional popolari radiotv, monologhi senza contraddittorio, bombardamento di spot televisivi, manifesti stradali, già comparsi, con la semplificazione puerile che per i guai d’Italia basti un SI.

Ecco forse ci siamo, le cose non vanno: la politica dei bonus un po’ a tutti, la distribuzione di risorse badando al consenso e non ai problemi, l’errata analisi congiunturale, lasciano il Paese ultimo nella ripresa europea ed i giovani sull’orlo della disperazione.

Allora gli serve una formidabile arma di distrazione di massa come il referendum; la delimitazione di un campo avversario che se battuto non avrà più voce; una prospettiva politica chiamata impropriamente “partito della nazione” o il “cambiare tutto per non cambiare niente” di gattopardiana memoria. Una ragione in più per il NO!

FC (41)

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.