Buon Senso Bon Ton

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VITERBO – Allora: non ci saranno dimissioni del governo in caso di vittoria referendaria del NO, e questo è buon senso; assunzione esplicita di responsabilità da parte di Renzi per la personalizzazione dell’evento, e questo è il bon ton di chi della verità fa la base di ogni buona educazione.

Un cambio tattico notevole che serve a spuntare argomenti e bellicosità a chi avrebbe votato NO a prescindere dai contenuti referendari, pur di “mandare a casa” Renzi ed un bagno di umiltà per la minoranza interna del partito irritata da tanto protervo protagonismo.

Tutto qui?, buon senso e bon ton ritrovati e quindi al via un sereno dibattito nel merito, approfondendo le ragioni ed i torti che certo albergano in ciascuna delle parti in campo, costringendo i cittadini ad una complessa somma algebrica di essi, sino ad un cosciente responso?

Probabile, anche se può essere possibile un altro scenario, che tra l’altro avrebbe anche motivato lo spostamento della data del referendum: ai primi di ottobre la Consulta emetterà il pronunciamento sulla legittimità costituzionale dell’Italicum, la legge elettorale con premio di maggioranza abnorme e la nomina di cento capolista nei collegi da parte dei partiti.

C’è da scommettere, sul filo logico della precedente sentenza sul Porcellum, che alcune parti saranno bocciate e quindi il governo dovrà/potrà riaprirne i giochi sia dialogando con la minoranza interna, ma soprattutto con Berlusconi.

Con la prima si cercherà di arrivare ad un compromesso che riguarda i collegi uninominali o qualche altro aspetto contenuto nelle proposte avanzate da tempo, rimuovendo le ragioni del NO legate alla connessione: riforma costituzionale centralizzante e legge elettorale autoritaria.

En passant: non si capisce che c’entra con il referendum costituzionale la legge elettorale che essendo fatta con legge ordinaria, può cambiare ad ogni nuova maggioranza utile e magari in futuro essere varata peggiore dell’Italicum o del Porcellum.

Ma l’occasione di sedere legittimamente allo stesso tavolo con il centrodestra per cambiare la legge elettorale, una volta che sia stata impallinata dalla Corte Costituzionale, offrirà l’opportunità di rinverdire o meglio di “rinverdinire” il Patto del Nazareno, la cui rottura alla fin fine ha danneggiato più Renzi che Berlusconi.

Ciò dovrebbe stemperare la foga del centrodestra per il NO.

Insomma ancora una volta sul referendum ed intorno ad esso, si giocano partite che poco hanno a che fare con i contenuti della riforma e sugli effetti che essa produrrà, mentre la stretta mediatica filogovernativa si fa sempre, dati alla mano, più pervasiva.

FC (33)

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