Don Benedetto e l’onestà

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VITERBO – Noi Italiani siamo bravi, solerti e probabilmente imbattibili in un gioco ancora non previsto alle Olimpiadi, il Gioco al Massacro.

Consiste nell’applicarsi tutti, sistematicamente, ciascuno per le sue competenze, capacità, attitudini, professionalità, per delegittimare, indebolire, colpire, magari distruggere, l’avversario politico, di volta in volta individuato.

La Sindaca di Roma, probabilmente inesperta, incompetente, inadeguata per la Capitale, eterodiretta da una compagine movimentista che ha come contenuto e scopo solo l’onestà, sta comunque tentando di mettere in sesto una città complessa e disastrata da altri.

Perché in Italia quest’ultimo aspetto non prevale sul primo? Cioè, perché gli interessi dei cittadini romani ad un ambiente sano e pulito, a trasporti decenti, a servizi adeguati e ad un welfare europeo, non prevalgono sugli interessi di potere dei partiti all’opposizione e sulla loro ansia di rivincita.

Non ci vuole molto ad immaginare, che so in Germania, in Inghilterra o altri paesi di democrazia avanzata, la concessione di una sorta di tregua a tempo, partendo da un sano mea culpa sulle responsabilità eventualmente accumulate in precedenza.

“Ti diamo i classici 100 giorni per organizzarti e poi faremo le bucce ad ogni tuo provvedimento, senza sconti, ne Se, ne Ma.”

Macchè, dopo 100 secondi dall’insediamento si apre un fuoco incrociato senza precedenti, che coinvolge tutti i media, che abbassa l’asticella del lecito accettabile, dall’avviso di garanzia (stiamo verificando se hai commesso un reato), all’iscrizione nel registro degli indagati (c’è una notitia criminis, cioè una denuncia, che ti riguarda).

Certo che la detta asticella l’avevano messa ben in alto, che più in alto non si può, proprio i M5S, facendo dell’onesta e della trasparenza non un prerequisito per governare con competenza, qualità, professionalità, studio, preparazione, ma come requisiti essenziali e spesso sufficienti.

Come non ricordare Don Benedetto Croce in “Etica e politica” che ponendo la domanda su quale fosse la politica onesta, demolendo prima i preconcetti su modelli di governo improntati all’onestà, alla bontà, alla fama professionale, rispose:” Ma che cos’è, dunque, l’onesta politica ? L’onesta politica non è altro che la capacità politica: come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e di chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la sua insipienza condita di buone intenzioni e di svariate e teoriche conoscenze.”

L’onesta del politico per Croce è implicita nella sua capacità ed è appunto un prerequisito al cadere del quale viene meno “implicitamente” anche la sua capacità. Chiaro no? militanti pentastellati… !?

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