La Capitale delle buche e dei buchi

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VITERBO – Roma, lo sappiamo, è una città unica per il suo possedere un patrimonio immenso di architettura, arte, archeologia, storia, cultura; per essere centro mondiale del cattolicesimo e sede di organismi internazionali, polo turistico tra i più importanti d’Europa; per essere Capitale con oltre quattro milioni di abitanti, con tutte le articolazioni di governo nazionale, regionale e civico; per costituire il punto di riferimento più prossimo dell’area mediterranea meridionale.

 

Ebbene in questi giorni si sta concludendo la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma Capitale, ed i temi maggiormente trattati dai numerosi candidati sono le buche nelle vie ed il traffico, i buchi di bilancio accumulati e consolidati negli anni, gli asili nido, la sicurezza ed i campi Rom e via elencando come in qualsiasi altra città.

 

Tutti temi sicuramente importanti, presenti in modo vivo nell’opinione pubblica, ma molto lontani dalla specificità di Roma Capitale Città metropolitana, che comporta il problema gigantesco del suo status giuridico, determinante per risolvere quei problemi.

 

Roma a differenza delle altre capitali europee, ha un ordinamento “normale” come un qualsiasi altro Comune, con alcune specificazioni aggiuntive per il fatto di essere Capitale e Città Metropolitana di cui il Sindaco è anche Presidente.

 

Ma la legge Del Rio, che ha varato la città metropolitana di Roma Capitale, ha consegnato alla Regione Lazio l’onore e l’onere di definirne profili istituzionali e contenuti funzionali; Roma metropolitana esce dalla bozza presentata da Zingaretti un poco meglio delle altre quattro Province, ma con un impianto conservativo e corporativo, teso precipuamente alla conservazione delle prerogative dell’ente Regione.

 

E’ ormai chiaro che soltanto ricorrendo alla costituzionalizzazione dei suoi poteri (ex art.116 della Costituzione), Roma potrà avere uno status internazionale pari a Londra, Berlino, Madrid, Bruxelles; divenendo Distretto Metropolitano, organizzando in Comuni i propri Municipi, creando l’ente di alta rappresentanza di Roma Capitale.

 

Possibile che di un tema così importante non se ne faccia il punto dirimente di proposta e confronto in una campagna elettorale che dovrebbe, dopo la “Grande Monnezza” restituire a Roma la “Grande Bellezza” che ha e che merita?.

 

L’impronta minimalista e provinciale dei Candidati, tutti, il basso profilo dei temi, l’incapacità di affrontare questioni complesse come i poteri della Capitale, il suo rapporto con la Regione Lazio ed i Municipi/Comuni, la sua proiezione europea ed internazionale, è semplicemente deprimente.

 

Avremmo bisogno del Distretto di Roma Capitale Metropolitana con poteri legislativi specifici, in un assetto nuovo e moderno, ma ancora una volta una riforma sbagliata e fallimentare, come quella della legge Del Rio, ce lo impedisce.

 

E’ il Riformismo, bellezza!! Sono vent’anni che se ne parla, ora c’è qualcuno che lo fa. Che hai da lamentarti?

 

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