La IATTANZA del ministro Boschi

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VITERBO –  Chiudevo così l’ultimo pezzo di questa rubrica, riferendomi al fallimento della riforma sulle Province: “Questo è un piccolo esempio di come vanno le cose quando si tocca la Costituzione con superficialità e iattanza, che prefigurano scenari da brivido se si consentirà di terremotarla.”
Mi è stato chiesto cos’è questa iattanza di cui il governo fa bella mostra: provo a rispondere.
Intanto si pone l’eterno problema per chi scrive sull’uso di vocaboli non comuni, ma perfetti nella loro attinenza al proprio pensiero; mi succede talvolta di usarli, non per sfoggio (ne sicuramente, è il caso di dirlo, per iattanza), ma per abitudine,; certo “iattanza” non è di uso comune, ma rende l’idea.
IATTANZA, sostantivo femminile – Ostentazione di presunta superiorità, di arrogante e sprezzante sicurezza di se; questo dice il vocabolario, per cui se questo è il modo di affrontare temi importanti e delicati come le modifiche alla Costituzione, c’è da aspettarsi il peggio.
Nel frattempo il Ministro Maria Elena Boschi ce ne ha dato un ulteriore e chiaro esempio durante l’ultima riunione del PD, rispondendo a Gianni Cuperlo che sottolineava come fosse improprio e sbagliato assimilare il NO referendario di Casa Pound al NO di iscritti al PD.
La Boschi non solo non si è scusata ma ha rilanciato sostanzialmente con due argomenti: mi rimprovera chi mi accusa di votare come Verdini, quindi da che pulpito viene la predica; la constatazione che chi vota NO vota come Casa Pound è oggettiva, non ha aggettivazioni particolari è una constatazione.
Mi paiono argomenti fragili: il primo perché lo spunto polemico richiamato è sbagliato perché non è il PD che vota come Verdini, ma il contrario e poi non si copia un atteggiamento giudicato negativo ed errato, perché così ci si comporta in modo altrettanto negativo e sbagliato .
Il secondo argomento è palesemente infondato, perché la Boschi poteva constatare che a votare NO al referendum non c’è solo Casa Pound, ma per esempio l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), o 53 costituzionalisti di fama, o molte formazioni politiche e culturali di sinistra.
Scegliere tra tante possibili constatazioni oggettive di assimilare all’ organizzazione neofascista chi si oppone alla sua riforma, è un preciso modo per offendere, colpire, denigrare il dissenso, ed anche una sorta di intimidazione carica di, appunto, iattanza: come merita di essere trattato chi, tradendo, è simile ad un neofascista?
Ecco che governare con tre maggioranze possibili, a colpi di decreto o di fiducia, senza contendibilità ed alternativa porta ad ostentare arroganza e sprezzante sicurezza di se; da evitare come la peste se si tratta della nostra Costituzione firmata da Einaudi, De Gasperi, Terracini, un liberale, un democristiano ed un comunista di ben altro senso dello Stato, della Nazione, della Repubblica.

FC (10) 11.05.16

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