Un ‘SI’ per cambiare

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VITERBO – Domenica si vota per abrogare la recente normativa sulle trivelle che ha espropriato le Regioni costiere della competenza a regolamentare tale delicata attività che presenta accanto ad aspetti economici quelli di tutela ambientale, altrettanto importanti.
Se vinceranno i SI, ritornerà in vigore la legge che pone dei limiti alle concessione di ricerca e soprattutto la possibilità delle Regioni di imporre delle cauzioni da impiegare immediatamente in caso di incidente con fuoriuscita di greggio.
Il quesito referendario è l’unico, all’interno di un pacchetto di richieste delle 11 Regioni costiere accolte dal governo, a non essere stato accettato e onestamente non se ne comprende la ragione, visto che non esistono in diritto concessioni statali senza un termine di scadenza, né attività rischiose per l’ambiente senza una previsione di tutela.
Ci sono, come si dice, accordi segreti con i petrolieri o contropartite per i regali fatti?
Questo non è dato di sapere ma il fatto rilevante è che questo referendum, che ci costerà qualche centinaia di milioni di euro, poteva essere collegato con le elezioni del 5 giugno, con più tempo per informare e per dibattere, come altrettanto rilevante ed inusuale è l’appello governativo ad astenersi dal voto.
Già il Presidente della Corte Costituzionale Grossi, ha rimarcato che la partecipazione al voto è una componente essenziale della nostra democrazia rappresentativa, mentre l’appello di Renzi per una astensione che faccia mancare il quorum necessario alla validità del referendum, ricorda tanto l’appello di Bettino Craxi ad “andare al mare” e disertare le urne per un’altra storica scadenza referendaria.
Stavolta si faranno le prove di quella Terza Repubblica che la riforma costituzionale appena approvata tratteggia e che presuppone una disintermediazione dei soggetti rappresentativi di istanze ed interessi ed un corpo elettorale passivo e lontano dai vertici del potere.
Il cambiamento e la novità sarebbe il raggiungimento del quorum e la vittoria dei SI, sia per la regolamentazione delle trivelle, ma ancor più per il segnale politico in vista dell’altro e ben più importante referendum, quello di ottobre.
F.Chiucchiurlotto (3)

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