A Vetralla incontro sul tema: ““Inquinamento ambientale e alimentazione: quali rischi per la salute dei bambini?””

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VETRALLA – Si è svolto giovedì 28 maggio 2015 a Vetralla un incontro sul tema: “Inquinamento ambientale e alimentazione: quali rischi per la salute dei bambini ?”. L’incontro organizzato e promosso da un gruppo di genitori di alunni delle scuole di Vetralla ha visto una attenta e numerosa presenza di cittadini, genitori, insegnanti, presenti anche il sindaco di Vetralla e diversi amministratori comunali.

 

La dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment) ha introdotto la sua relazione ricordando che: “Come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, il diritto ad una alimentazione adeguata, corretta, sufficiente e sana è un diritto universalmente riconosciuto ad ogni persona e a maggior ragione è un diritto che deve essere riconosciuto ad ogni bambino del mondo. La qualità e salubrità del cibo è di estrema importanza e fattore determinante per la salute di tutti e in particolare per i bambini in quanto organismi in accrescimento e per questo più vulnerabili alle esposizioni ad inquinanti. Il cibo pertanto, non deve essere inquinato e adulterato, e non deve essere trasportato, conservato e servito con mezzi e modalità che possono diventare un rischio per la salute”.

 

La dottoressa Litta ha poi ricordato come, a causa delle parziali attuazioni in Italia delle leggi in materia di prevenzione, protezione e tutela di ambiente e salute e degli articoli della Costituzione, da parte delle istituzioni e degli enti preposti, si sia di fatto agevolato un inquinamento sempre più diffuso ed ubiquitario dell’aria, dell’acqua, dei suoli e quindi del cibo che ha avuto e ha per conseguenza anche la grave situazione sanitaria vissuta dalle popolazioni italiane in termini di aumento delle malattie cardiovascolari, respiratorie, cronico-degenerative e neoplastiche purtroppo anche in età pediatrica.

 

Per proteggere la salute delle persone e in particolare quella dei bambini è necessario quindi che si facciano scelte individuali e collettive che vadano verso una rapida riduzione di tutte le fonti d’inquinamento in quanto i rischi per la salute sono tanto maggiori quanto più precoce e prolungata è l’esposizione del soggetto.

 

I bambini risultano quindi molto più sensibili degli adulti all’inquinamento, e l’embrione, il feto, il neonato e il lattante lo sono ancora di più perché organismi in formazione con un sistema immunitario, metabolico e respiratorio ancora in fase di sviluppo e completa specializzazione. Una vasta letteratura scientifica, sia italiana che internazionale, ha fatto rilevare la referente dell’Isde, conferma come sia proprio l’esposizione materno-fetale a sostanze inquinanti (capaci per le loro dimensioni di superare le barriere placentare ed ematocerebrale, la membrana cellulare e nucleare) la causa di malattie che si svilupperanno nell’infanzia e nell’età adulta: ben documentata la stretta relazione con le malattie neurologiche, dello spettro autistico, endocrinopatie – in particolare il diabete di tipo II e l’obesità -, neoplasie, allergie e celiachia.

 

A conclusione della sua relazione medico-scientifica la dottoressa Litta ha indicato anche precisi interventi a tutela della salute e per ridurre rapidamente le fonti d’inquinamento nel territorio viterbese. Tra gli interventi anche quello di riaprire la mensa scolastica, come già richiesto da moltissimi genitori di Vetralla, perché, utilizzando prodotti biologici meglio se di produzione locale preparati e subito serviti in stoviglie di ceramica, come raccomandato anche dal Ministero della salute (le stoviglie di plastica rilasciano infatti sostanze tossiche ad azione di interferenza endocrina come il Bisfenolo-A e il Ftalato), si possa aiutare i bambini a crescere in modo più sano, equilibrato, educati ad una forma di alimentazione capace di trasmettere modelli culturali incentrati non sullo spreco alimentare, l’incremento dei rifiuti e il modello cosiddetto “usa e getta” ma sulla solidarietà e sobrietà, sulla conoscenza delle centenarie tradizioni locali che hanno reso e rendono tipicità ai prodotti agricoli, sul gusto e il profumo del cibo fresco e sul rispetto del lavoro e della dignità delle persone che contribuiscono alla produzione e preparazione del cibo per tutti.

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