Raccolta degli oli esausti, interviene il Fabrica di Roma – Beppe Grillo Meetup

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FABRICA DI ROMA – “Il Fabrica-di-Roma-Beppe-Grillo-Meetup alza il tiro in merito alla campagna di sensibilizzazione sulla raccolta degli oli esausti. Tutta la questione relativa alla raccolta degli oli esausti, ruota intorno al progetto ETRUSCAN, redatto dall’Associazione Culturale Punti di Vista su incarico della Provincia di Viterbo, ideato in concertazione tra l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo, l’Universita’ della Tuscia e gli altri partner; e ammesso tra i programmi LIFE+ finanziati per il triennio 2010-2012.

 

Il progetto Etruscan partiva dalla necessità di ricerca e sviluppo di una nuova energia sostenibile, nello specifico per il trasporto urbano ed extra-urbano, attraverso due punti fondamentali, che sono il reperimento di nuove fonti energetiche in sostituzione dei combustibili fossili, in rapido esaurimento e causa di sfruttamento e di guerre, e la ricerca di nuove fonti a basso impatto ambientale, in grado di ridurre la quantità di residui tossici ed emissioni nell’atmosfera, nonché di limitare i danni del riscaldamento globale in corso.

 

Applicazione quindi delle tecnologie fotovoltaiche per produrre energia elettrica da utilizzare per la trazione, e contemporaneamente utilizzo di risorse rinnovabili e locali, ponendo in essere una catena di produzione/alimentazione corta e strettamente territoriale (sub provinciale). Tale modello, se si fosse rivelato valido a livello provinciale, si sarebbe dimostrato a posteriori valido e replicabile su scala comunale.

 

Il progetto prevedeva la realizzazione di bus navette ibride, ad alimentazione elettrica e biodiesel, che dovevano servire a portare gli studenti universitari della Tuscia dai luoghi di provenienza alle facoltà, e a trasportare i turisti nei vari siti architettonici presenti sul territorio della Tuscia, come si legge nella dichiarazione d’intenti del progetto.

 

Nel primo anno del progetto erano previste la creazione di due prototipi di bus extra-urbani, la realizzazione di due sottostazioni di ricarica per le batterie dei bus elettrici, alimentate da due impianti fotovoltaici situati uno a Viterbo e uno ad Acquapendente, e l’assemblamento di due dispositivi di rigenerazione degli oli vegetali esausti provenienti dagli scarti della ristorazione (prevista anche un’analisi sui costi-benefici dell’opportunità di raccogliere l’olio esausto necessario anche presso le famiglie), anche questo situati a Viterbo e ad Acquapendente.

 

Ed è qui che si inserisce il progetto della Provincia sulla raccolta e il recupero degli oli esausti, che ben conosciamo e per il quale il Meetup Beppe Grillo di Fabrica di Roma si sta battendo. Quasi un milione di euro è stato speso per acquistare i contenitori per avviare la raccolta, oltre al successivo appalto per il ritiro e trasporto in filiera degli oli, ma a tutt’oggi pochissimi Comuni della Provincia hanno avviato il servizio, mentre nella maggior parte di essi i contenitori giacciono dimenticati nei magazzini comunali, privando di fatto le comunità di una grande risorsa energetica a bassissimo impatto ambientale ed a costi minimi.

 

Le navette avrebbero dovuto infatti essere alimentate con il biodisel prodotto dalla conversione degli oli esausti vegetali scartati, oltre che dalla ristorazione, dalle famiglie di tutta la provincia, e da un motore elettrico ricaricabile da impianti fotovoltaici, all’insegna appunto delle energie rinnovabili, della compatibilità ambientale e del riciclo e riuso dei rifiuti, in questo caso gli oli vegetali esausti.

 

Per attuare il progetto provinciale di recupero e riuso degli oli, vengono intanto acquistati, come si è detto, due macchinari per la riconversione, che avrebbe dovuto lavorare gli arrivi da tutta la provincia, uno ad Acquapendente ed uno a Viterbo.

 

Lo step successivo è stato l’acquisto dei contenitori per la raccolta, distribuiti in tutti i Comuni della Tuscia. A latere una campagna promozionale anche in varie fiere green della penisola. Facendo un calcolo approssimativo dei costi sostenuti per la globalità del progetto, la cifra sfiora i 4 milioni di euro, 3 milioni per il progetto ETRUSCAN e 1milione di euro per la consegna dei contenitori a tutti i comuni della Provincia.

 

Considerando il fatto che la materia prima (l’olio vegetale esausto) viene gettata negli scarichi fognari, causando danni ambientali notevoli e alti costi per la manutenzione del sistema fognario e di depurazione, l’ambizioso progetto ecologista viene privato di un componente fondamentale del suo intento innovativo: il biodiesel appunto.

 

E se la famosa navetta dovesse essere ancora in servizio, dove lo fa il pieno? La fornitura del biodiesel proveniente dagli oli esausti avrebbe fatto viaggiare gli studenti e i turisti a costo zero. Chissà, forse oggi la futuristica navetta (se in funzione) viene rifornita con biodiesel acquistato in Province più virtuose, che raccolgono e riciclano gli oli, con evidenti vantaggi ambientali oltre che di costi.

 

Queste ci sembrano ottime ragioni per spronare i Comuni a consegnare i materiali per la raccolta giacenti nei magazzini, e ad attivarsi per avviare il servizio.

 

Oltre al rispetto per l’ambiente, si darebbe un senso all’enorme somma di danaro pubblico investita nel progetto Etruscan, 2.847.422 euro, con contributo CE di 1.380.640 euro, oltre che al milione di euro spesi per i contenitori da 220 litri e per i kit mai distribuiti alle famiglie, comprensivo dell’appalto di svuotamento, al quale si è potuto dare soltanto parziale attuazione.

 

Come a Fabrica di Roma, in molti Comuni della Provincia, i Cittadini legati al Movimento 5 Stelle stanno presentando istanze presso le Amministrazioni comunali, per reclamare l’adempimento di questo dovere civico, in difesa dell’ambiente e di pratiche che valorizzino gli investimenti fatti a tutela del territorio e del bene comune.

 

Con una semplice indagine telefonica abbiamo potuto constatare che sono molti i comuni che, ad oltre un anno dalla consegna dei materiali, non hanno ancora avviato la raccolta degli oli esausti, che moltissimi cittadini attendono per dare il loro contributo in difesa dell’ambiente e degli investimenti fatti per la sua tutela.

 

Un lavoro, insomma, svolto in sinergia tra i Comuni e la cittadinanza, potrà senz’altro aprire nuove prospettive nella visione di una green economy sviluppata anche a livello locale”.

 

Fabrica di Roma Beppe Grillo Meetup

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