Consorzio Italiano Biogas: “Dal dott. Baldi tesi infondate”

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TARQUINIA – “La grave infondatezza delle tesi espresse da Gian Piero Baldi nel suo intervento dal titolo “La morte dagli impianti a biogas” ci spinge, come Consorzio Italiano Biogas, a richiedere una doverosa replica. A tutela dell’interesse dei cittadini a essere correttamente informati, premettiamo che quanto espresso dal CIB può trovare un riscontro scientifico attraverso gli uffici del CNRB, il Centro nazionale di riferimento per il botulismo presso l’Istituto Superiore di Sanità. A riguardo è già utile premettere le conclusioni di una recente relazione pubblica dello stesso ISS nella quale si afferma che “in Italia non è mai stata dimostrata la correlazione fra casi di botulismo nei bovini e l’uso di digestati provenienti dalla digestione anaerobica”. Ulteriori doverosi riscontri possono arrivare dal Crpa e dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, le cui posizioni in merito al biogas sono state erroneamente interpretate dall’autore dell’articolo.

 

Procedendo per punti:
l botulismo è una malattia che può colpire i bovini sulla base di diverse cause: ad esempio, il consumo di insilati non correttamente preparati; l’ingestione di alimenti contenenti carcasse avicole/pollina; l’ingestione di ossa o carcasse di piccoli animali (topi – ricci). Casi di botulismo possono verificarsi comunemente in prossimità di allevamenti zootecnici. Qualsiasi correlazione tra botulismo e la prossimità di impianti a biogas è pretestuosa. Come detto, nessun collegamento diretto è mai stato dimostrato. Non è vero che la comunità europea ha stabilito che i digestati derivanti da digestione anaerobica debbano essere considerati rifiuti. Il JRC, il centro di ricerca congiunto della commissione europea, sta da tempo lavorando sui “end of waste criteria”, con l’obiettivo di evitare confusione sulla definizione tra “rifiuto” e “sottoprodotto”. Le matrici di ingresso degli impianti di digestione anaerobica, in ambito agricolo, sono classificati dalla legge italiana come “sottoprodotti”.

 

Un recente regolamento della Commissione europea ha oltretutto riconosciuto che il digestato da biogas è “conforme agli obiettivi e ai principi dell’agricoltura biologica” e come tale è utilizzabile come bio fertilizzante in grado di restituire nutrienti ai terreni coltivati ma anche di favorire un’agricoltura carbon negative con la chiusura del ciclo del carbonio nel terreno.

 

Il Crpa, citato dal Gian Piero Baldi, ha confermato in un numerosi studi e relazioni i benefici della digestione anaerobica per l’agricoltura ma anche per l’ambiente, in quanto consente, ad esempio, di abbattere del 15% le emissioni di gas clima alteranti di cui è responsabile la zootecnia. Le virtù agronomiche del digestato sono state poi evidenziate in numerosi studi del Crpa, le cui dichiarazioni riguardo alla ricchezza di nutrienti per il terreno del digestato sono state erroneamente interpretate nell’articolo pubblicato, stravolgendo il significato delle analisi scientifiche pubblicate, che non riguardavano in alcun modo la presenza di batteri. Basta visitare il sito internet del Centro per acquisire informazioni a riguardo. A breve, assicurano dal Crpa, verranno diffuse ulteriori ricerche in merito,  tali da escludere i rischi per la salute dei cittadini che sono evocati nell’articolo di Gian Piero Baldi.

 

Sul tema infine alle aree di produzione del parmigiano reggiano: sono diversi gli impianti a biogas integrati alla produzione tradizionale DOP. Questi impianti contribuiscono a sostenere le aziende in una fase difficile e ad aumentarne la sostenibilità. Gian Piero Baldi voleva forse intendere che il disciplinare di produzione vieta, da prima ancora che esistesse il biogas, l’utilizzo di insilati nell’alimentazione delle bovine da latte, per motivi legati alla qualità del formaggio e non a motivi legati alla salute dei cittadini. Peraltro nel comprensorio del Parmigiano Reggiano sono sempre state presenti altre filiere, quali quelle dell’allevamento di vacche e tori da carne o dei suini, che invece hanno sempre fatto uso di insilati.

 

È utile ricordare, infine, che alcuni contributi sulle proprietà ambientali e agronomiche del biogas sono stati recentemente inseriti nell’agenda italiana che verrà esposta a dicembre alla Conferenza di Parigi sul clima nel dossier Cop21. Il biogas ‘agricolo’ è parte integrante inoltre del “Manifesto della green economy per l’agroalimentare in occasione di Expo 2015”, documento redatto  dal Consiglio nazionale della Green Economy.

 

Tali chiarimenti e precisazioni si rendono necessari per ricondurre il dibattito sul biogas entro i limiti della verità scientifica e della correttezza, non della propaganda. Il CIB, ritiene, indispensabile che si sviluppi un confronto aperto e costruttivo tra i promotori di un progetto  di sviluppo delle rinnovabili grazie agli impianti a biogas e i cittadini delle aree circostanti. Senza scadere, tuttavia, nella distorsione dei fatti o delle caratteristiche di una tecnologia riconosciuta a livello europeo come sostenibile e strategica per le politiche ambientali ed energetiche del Paese”.

 

CIB, Consorzio Italiano Biogas

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