Impianto biogas a Grotte Santo Stefano, la commissione edilizia può fermare tutto

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – A seguito delle numerose sollecitazioni giunte sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, la questione relativa alla realizzazione di un impianto biogas a Grotte Santo Stefano approda in III Commissione.

 

A fornire il quadro tecnico della vicenda è il capo servizio del VII settore, Maurizio Stella: “L’azione rientra a pieno titolo nel piano di azione nazionale, che prevede per il biogas il raggiungimento di 2200 mega watt di potenza entro il 2020. Allo stato attuale navighiamo intorno ai 150/200 mega watt. A prescindere da ciò, va detto che l’impianto in questione è ritenuto dal legislatore come urgente e di pubblica utilità. Si tratta in buona sostanza di un’opera privata parificate, nei riguardi della quale le amministrazioni locali, ai sensi della direttiva 28/2011, posseggono esigui spazi di manovra”.

 

Sorpreso dalle parole di Stella, il consigliere Tofani (entrato in III Commissione in luogo di Moltoni, presente comunque alla seduta) chiede se pertanto questo genere di interventi possano essere realizzati ovunque.

 

“Bisogna rispettare i vincoli urbanistici – replica Stella -. A tal proposito faccio presente come i signori che hanno presentato questa pratica, non avendo possibilità di dichiarare la compatibilità urbanistica dell’impianto, hanno presentato un piano di utilizzazione aziendale (Pua), al fine di dimostrare che il loro operato è finalizzato ad incrementare l’attività dell’azienda agricola. Chi produce biogas, infatti, è considerato un imprenditore agricolo. Il suddetto piano è attualmente all’esame della commissione edilizia, che martedì sarà chiamata ad esprimersi sullo stesso”.

 

Nel caso in cui la Commissione approvi il Pua l’impianto sarà licenziabile e verrà discusso in Consiglio comunale. In caso contrario tutto sarà destinato a decadere, sebbene il consigliere Tofani non escluda la possibilità che la società in questione possa presentare ricorso.

 

“A mio avviso – afferma Stella – il piano di utilizzazione ambientale potrebbe avere dei problemi al fine dell’approvazione. Certo è che la CosmoEnergy (società spagnola di Fuerteventura) di agricolo, almeno nella sua ragione sociale, non ha proprio nulla. Ma la legge prevede che se almeno uno degli amministratori di una società è un agricoltore, la società opera come se fosse un imprenditore agricolo”.

 

Tanti gli interrogativi posti dai consiglieri. Particolarmente copiosi quelli di Chiara Frontini, che chiede se sia necessaria la valutazione d’impatto ambientale e se sia stato indicato il modo in cui verranno alimentati tali impianti.

 

Specificato che la zona in cui andrebbe a sorgere l’impianto (località Campo Lungo) non è soggetta ad alcun vincolo, L’assessore Saraconi, presente in Commissione, assicura che i materiali utilizzati per il funzionamento dell’impianto (che produrrà 500 metri cubi l’ora standard) saranno di natura organica, ovvero, residui della filiera diretta.

 

Riguardo invece la distanza dal centro abitato, è stato precisato che il divario sarà di circa un chilometro.

 

“La struttura – rimarca Stella – è totalmente compatibile con l’area agricola. L’unico punto interrogativo è attualmente correlato alle dimensioni della stessa”.

 

A tal proposito, a sollevare alcune perplessità è l’assessore Saraconi: “Con un ‘azienda che, a quanto pare, andrebbe a coprire 4 ettari di terreno, di spazio per la produzione non ve ne sarebbe nemmeno l’ombra. Alla luce di questi numeri, a mio avviso, l’impianto in questione, più che natura agricola, sembrerebbe di stampo industriale”.

 

Noi oggi ci stiamo esprimendo su un punto di vista urbanistico. Ma gli altri enti preposti ad ulteriori autorizzazioni si sono espressi?

 

A ciò si aggiunge l’ulteriore interrogativo posto dal consigliere Giulio Marini: “Non sarebbe forse opportuno fissare un incontro con i rappresentanti dell’impresa per capire come la stessa intenda produrre i propri materiali?”

 

L’ipotesi riscontra consensi, ma è chiaro che sui tempi inciderà l’approvazione, o meno, del Pua da parte della Commissione edilizia.

 

Nel frattempo c’è chi, come i consiglieri Gianmaria Santucci e Gianluca De Dominicis, si chiede se siano state fatte valutazioni sull’impatto che tutto ciò avrà sulla viabilità. Per avere risposte complete ed esaurienti bisognerà però ancora attendere.

 

Nel frattempo, il circolo Pd di Grotte Santo Stefano ha organizzato per sabato 18 luglio, presso i locali dell’ex circoscrizione (ore 18), un incontro pubblico con i residenti della frazione, nel quale si discuterà degli ultimi aggiornamenti inerenti alla realizzazione dell’impianto biogas.

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