Impianto biometano a Grotte S. Stefano, il ruolo della politica viterbese

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VITERBO – “Una società privata, la Cosmo Energy Srl, a Grotte S. Stefano, a ridosso del paese, in loc. Campo Lungo, in un’area di quattro ettari, ha presentato al Comune il progetto di un impianto di produzione di Biometano. L’impianto è costituito da silos e vasche alte 12, 9 e 7 metri, da piattaforme di stoccaggio e tanto altro. Costerà 7 milioni e mezzo di euro. Questo impianto sarà alimentato da 50 mila tonnellate annue di residui vegetali e animali, produrrà 4 milioni di mc all’anno di gas. I residui vegetali (liquame e letame di ogni tipo, vinacce, siero di latte concentrato, bucce di pomodoro, sansa di oliva ecc.) e animali (scarti provenienti dalle macellazioni, sangue, carcasse, ecc.) sono una grande quantità.

 

Da dove saranno presi? Dal territorio di Grotte o del Comune? No! Verranno dalla Provincia, addirittura dalla Regione o dal mondo.
L’impianto potrà essere alimentato anche con l’umido proveniente dalla differenziata. Un paese come Grotte o una città come Viterbo consumano 4 milioni di mc di biometano all’anno? No! Il metano prodotto da questo impianto alimenterà il mondo. E i residui (il così detto digestato) provenienti dalla lavorazione della “merda” quanti saranno e che fine faranno? Bo! Nessuno lo sa con certezza.

 

I Tecnici del Comune, il Sindaco, alcuni Assessori e Consiglieri si stanno domandando se l’impianto può essere considerato agricolo o industriale, se le norme urbanistiche lo consentono o no. E’ giusto che i Tecnici facciano la corretta istruttoria della pratica, applicando la legge. E’ giusto che la politica faccia queste considerazioni, ma non solo perché esistono serie criticità ambientali insite nel progetto. Spetta solo ed esclusivamente alla politica risolvere il problema. Si! Perché, la costruzione dell’impianto, per Grotte sarà un problema, un grosso, enorme problema: pensate al movimento di autotreni carichi di “merda” e rifiuti; pensate al movimento delle cisterne che porteranno via il gas.

 

Povera via Ferento appena sistemata con asfalto ecologico! Sembra quasi un paradosso. Il nostro territorio non potrà sopportare un impianto di tale portata e le conseguenze per le persone, il paese e l’ambiente saranno enormi. Hanno garantito che la puzza non si sentirà perché è tutto sigillato, siamo sicuri che sarà cosi? Dicono di stare sereni. Ma quanti sono stati “fregati” con questa affermazione? A questo punto la politica deve fare la sua parte: pensare prima di tutto al bene e alla tutela della collettività e del territorio. Le leggi ci sono, basta cercare quella giusta.

 

La popolazione non deve fare quello che spetta alla politica, perché le persone che hanno votato e che oggi amministrano il comune di Viterbo devono tutelare in primis gli interessi di tutti e non di pochi. Ma alla fine sarà così, i cittadini si dovranno rimboccare le maniche e decidere se l’impianto biometano a ridosso del centro abitato di Grotte S. Stefano si dovrà fare o no”.

 

Augusta Boco
Consigliera comunale PD

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