“Nessu chiarimento sul futuro della Centrale Enel di Montalto”

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VITERBO – “Il territorio di Viterbo, nella sua storia non è mai stato trattato bene, con buona pace della politica locale, pieno di servitù, energetiche (centrale Prima nucleare e poi riconvertita di Montalto) militari (Poligono di Monte Romano, deposito armi chimiche sul lago di Vico) e non solo.

 

Traffico di rifiuti in cave dismesse, presenza di organizzazioni mafiose e camorriste, fenomeni di clientelismo, usura e corruzione. Il nostro territorio, purtroppo, non è esente da tutto questo.

 

Spesso tanti illeciti od operazioni predatorie sul territorio sono saltate perché la mobilitazione dei cittadini e delle associazioni le ha smascherate e combattute.

 

Ricordiamo le mobilitazioni antinucleari, contro le discariche abusive e il riutilizzo delle cave dismesse, contro il deposito di armi chimiche o sulla mega antenna di Rai Way a Blera.

 

La CGIL è stata sempre protagonista delle battaglie e delle mobilitazioni per la difesa e la tutela del nostro territorio.

 

Territorio bistrattato e sfruttato, condannato ad un eterno isolamento e disagio grazie alle sue infrastrutture da terzo mondo, dove la tutela del territorio è sempre a rischio e lo sviluppo economico è una chimera, dove i disoccupati e giovani precari sono fenomeni sottovalutati e spesso accantonati o abbandonati a sé stessi.

 

Faccio questa premessa perché non sono certo le nostre richieste di informazioni e trasparenza ha creare preoccupazione o allarme.

 

Sappiamo benissimo che l’ENEL, almeno in questa fase è uno spettatore come tanti su questa vicenda del Deposito nazionale (l’iter lo conosciamo anche noi), ma sappiamo anche che è la mancanza di trasparenza e l’indecisionismo, così come il menefreghismo ed il profitto che possono fornire un terreno fertile per speculazioni alle spalle del territorio e dei suoi cittadini.

 

Se l’ENEL ha a cuore, come dice, la condivisione del territorio sulle scelte che dovranno essere fatte, se pensa di dare una opportunità di sviluppo coerente con le vocazioni territoriali, cominci a dimostrarlo nei fatti, considerando di più le sorti dei lavoratori dell’indotto rimasti, e delle aziende del territorio.

 

Ascolti il territorio, parli e concordi con le parti sociali e l’Amministrazione Comunale un nuovo accordo territoriale sui progetti di riuso o sullo smantellamento e la bonifica.

 

Per ora l’unica preoccupazione, per l’ENEL, è quella di mantenere l’area senza pagare più tasse.

 

La richiesta di autorizzazione a cessare definitivamente l’esercizio delle unità termoelettriche a vapore così come la variazione presentata all’agenzia del Territorio di Viterbo del valore catastale dell’impianto appare, questo afferma l’Amministrazione Comunale, come una operazione strategica condotta da ENEL esclusivamente al fine di ridurre l’imposizione dei tributi finora dovuti allo Stato e al Comune di Montalto (complessivamente quasi 14 milioni di euro) producendo un danno (altro che sensibilità verso il territorio) al bilancio statale e comunale legato al venire meno di risorse finanziarie di natura tributaria consolidate.

 

Aspettiamo fiduciosi la conclusione dell’iter per la definizione dei siti potenzialmente idonei ad accogliere il deposito di scorie.

 

Siamo però consapevoli che le affermazioni fatte dall’ufficio stampa ENEL non escludono nulla rispetto alla scelta delle aree territoriali idonee per il deposito di scorie nucleari che dovrà essere resa nota tra poco dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

 

Così come non chiariscono nulla sul futuro e sui progetti che stanno maturando all’ENEL su quel sito e su quel territorio.

 

Quanto deve durare, come dice ENEL, la “riflessione per individuare soluzioni sostenibili e condivise salvaguardando ambiente e territorio” ?

 

Ci dispiace doverlo affermare, ma queste “riflessioni” forse faranno pagare meno tasse ad ENEL ma non risolvono certo i problemi di quel territorio”.

 

Carlo D’Ubaldo
Segretario Provinciale FIOM

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