Oli esausti nelle fogne, un danno economico e uno spreco di potenziali risorse

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FABRICA DI ROMA – “Gli oli e i grassi alimentari esausti che si impiegano in cucina finiscono negli scarichi domestici, provocando danni alle tubature, ai sistemi fognari e di depurazione e, dove le abitazioni non sono collegate ai sistemi depurativi, i danni possono essere diretti sulle acque superficiali, come accade in moltissimi comuni della provincia di Viterbo sprovvisti di depuratori.

 

Al contrario, attraverso un’efficiente raccolta, gli stessi oli possono essere riutilizzati come combustibile, in sostituzione delle fonti fossili. Si stima che ogni cittadino produca in media, ogni anno, circa 5 litri di olio, quindi facendo la raccolta si prevede di raggiungere un livello di RICICLO pari ad almeno 20 litri annui per famiglia.

 

L’ente provinciale ha già consegnato tutti i materiali ai comuni, arrivando a coprire una capacità di raccolta effettuabile da 138.000 famiglie della Tuscia, che se si adoperassero contemporaneamente il beneficio ambientale sarebbe immediato: eviteremmo i danni al sistema fognario, alle stazioni di sollevamento, ai depuratori ed ai nostri canali, derivati da uno smaltimento non corretto.

 

La pratica insomma, può diventare un esempio VIRTUOSO, trasformando il rifiuto in combustibile biodiesel. Con una produzione di carburante da utilizzare in tutti i servizi comunali, pulmini scolastici e parco macchine, 2.760.000 litri di carburante, e cioè 30 milioni di euro da detrarre dalle spese delle comunità!

 

Il biodiesel è un combustibile pulito, rinnovabile, biodegradabile e non tossico. Viene prodotto con un procedimento a bassissimo costo, facendo reagire chimicamente oli a base vegetale, grassi animali o oli di cottura con alcol e un catalizzatore.

 

Gli oli FOG (acronimo di Fats, Oils and Grease e cioè grassi oli e unto) si accumulano nei sistemi di raccolta fognari e, col tempo, possono causare il traboccamento di tombini e pozzetti fognari nelle abitazioni, nelle strade e in edifici pubblici. Il costo di manutenzione delle infrastrutture fognarie ha inoltre ripercussioni sulle tasse per i cittadini. Siamo TUTTI responsabili. Uno smaltimento corretto, conforme alle leggi sull’uso dell’impianto fognario, garantisce che i programmi delle acque reflue siano rispettati.

 

E’ nota la gravità dell’argomento, per cui si è volutamente concentrata la trattazione sulla depurazione dei reflui di origine civile, domestica o assimilabile a domestica (D.Lgs. n.152 /99). Partendo dal principio di risarcimento da danno ambientale introdotto dalla Legge n. 349 dell’ 8 Luglio 1986 recante “Istituzione del Ministero dell’Ambiente e norme in materia di danno ambientale”, quantificando economicamente un costo di risarcimento deducibile dal mancato funzionamento o dall’assenza totale di una depurazione dei reflui inquinanti.

 

Gli oli nelle condutture fognarie, unitamente ad altri materiali, si compattano e, nel tempo, ostruiscono le tubature, causando esondazioni anche in assenza di piogge, la necessità di interventi per la pulizia della rete fognaria con autospurgo ha un costo valutabile nella nostra provincia in 1.800.000,00 di euro l’anno.

 

Per i sistemi di depurazione delle acque di scarico ove esistano, le reti di adduzione, le Stazioni di sollevamento, rischiano intasamento e malfunzionamento,.

 

Le stazioni di sollevamento dei reflui sono sempre poste al terminal del sistema fognario da dover rilanciare poi verso il corpo recettore, il depuratore appunto… il non funzionamento delle pompe manda in troppo pieno il pozzo di sollevamento, che a questo punto sversa nell’ambiente il suo contenuto.

 

Sono centinaia questi impianti, e spesso sono situati ai bordi di laghi, in moltissimi centri storici od urbani, e gli oli e i grassi spesso sono la causa di tali disfunzioni, in quanto vanno ad impedire il lavoro dei sensori di livello che comandano la partenza delle pompe, formando delle vere e proprie croste solide.

 

I sollevamenti sono presenti anche nei depuratori e servono per immettere i reflui nelle vasche, la loro disfunzione provoca automaticamente il by-pass della fase depurativa, gettando nel corpo recettore preposto a raccogliere l’acqua depurata, il liquame ancora carico d’inquinanti Nei depuratori le fasi di trattamento biologico vengono rallentate e si crea un sovraccarico di fanghi nella fase depurativa, con conseguente aggravio delle spese di manutenzione, in quanto si può eliminare il grasso solo mediante l’utilizzo di enzimi, perché i disoleatori agiscono solo parzialmente e per le quantità grossolane. Il maggior costo della depurazione è così valutata in oltre 3.500.000 euro l’anno.

 

Si presume che il danno economico si aggiri sui 5.000.000 di euro l’anno, attenendosi ad una stima bassa ed escludendo il danno ambientale. A questo punto crediamo che il buon senso nelle amministrazioni locali debba prevalere sull’ignavia e far partire in tutta la provincia la RACCOLTA DEGLI OLI EASAUSTI… è tutto pronto per far decollare questa PRATICA VIRTUOSA a tutela dell’ambiente e delle casse delle Comunità
Fabrica di Roma è uno dei tanto paesi in cui il sistema fognario è in condizioni penose e critiche… molti sono gli sversamenti a cielo aperto nel tratto fognario, che tra l’altro finiscono nei corsi d’acqua che attraversano il territorio, in quanto questo comune non ha alcun depuratore che serva le abitazioni fabrichesi né quelle delle zone di Faleri e Parco Falisco.

 

Per queste ragioni questa amministrazione dovrebbe avviare immediatamente la raccolta degli oli esausti, posizionando i contenitori nei centri abitati, distribuendo alle famiglie le tanichette e avviando una campagna informativa per invitarle alla RACCOLTA DEGLI OLI ESAUSTI VEGETALI”.

 

Fabrica di Roma Beppe Grillo Meetup

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