Rifiuti a Graffignano, Mazzoli interroga il Governo

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GRAFFIGNANO – Rifiuti interrati a Graffignano: Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, interessa il Governo. Questa mattina il parlamentare ha depositato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente, tutela del territorio e del mare nonché a quello della Salute, sottoscritta anche da Alessandro Bratti (presidente della commissione bicamerale di inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti), Alessandra Terrosi (deputata Pd, membro della commissione Agricoltura), Enrico Borghi (capogruppo del Pd in commissione Ambiente), Massimiliano Manfredi (deputato di Nola, membro della commissione Antimafia nel cui ambito si occupa anche della Terra dei fuochi), Chiara Braga (membro della segreteria nazionale del Pd e responsabile Ambiente del partito). Scopo dell’iniziativa è chiedere un intervento a sostegno delle azioni che saranno decise nella conferenza dei servizi in corso nonché uno screening sanitario sulle popolazioni coinvolte.

 

“La vicenda che interessa località Pascolaro nel comune della Teverina – spiega Mazzoli – preoccupa per le potenziali ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, derivanti da uno smaltimento illecito di rifiuti in terreni agricoli, col rischio che vengano immessi nella catena alimentare prodotti contaminati.

 

Occorre quindi fare chiarezza al più presto, procedendo con una caratterizzazione indispensabile a stabilire la natura dei rifiuti interrati e quindi proseguire con la necessaria bonifica. Interventi che richiederanno una mole di risorse che un piccolo comune come Graffignano non è in grado di garantire.

 

Per questo, chiediamo ai ministeri preposti di interessarsi della questione per intervenire affinché venga effettuata la caratterizzazione e un’indagine epidemiologica sulla popolazione. Occorre, quindi, anche predisporre un piano di finanziamenti per la bonifica del sito”.

 

Di seguito, il testo integrale dell’interrogazione a risposta in commissione:

 

“Al Ministro dell’ambiente, tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute.

 

— Per sapere –

 

premesso che:

 

nella zona di Graffignano, in provincia di Viterbo, risultano venti tonnellate di rifiuti tossici interrati da quasi dieci anni, con il pericolo concreto di contaminazione della catena alimentare nonché di effetti devastanti sulla salute dei cittadini;

 

la vicenda trae origine da un accertamento del Corpo forestale dello Stato, Comando Provinciale di Viterbo, avvenuto nei giorni 7 e 8 novembre 2007 in località Pascolaro;
secondo le indagini del Nipaf (Nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale), i materiali di smaltimento provenienti dal Nord Italia, anziché giungere alla Manufatti centro Italia di Alviano (Terni), sarebbero stati interrati nel sito in oggetto;

 

l’ispezione ha consentito il ritrovamento di una grande quantità di materiale fangoso palpabile, riconducibile, a un esame olfattivo, alla presenza di prodotti chimici a una profondità variabile tra 0,50 e 4,00 metri;

 

le venti tonnellate sono state sversate, spalmate nel terreno, per poi essere ricoperte, anche a causa delle esondazioni del fiume Tevere; la zona è infatti da considerarsi “golenale” ovvero naturalmente predisposta ad allagamenti fisiologici e persino necessari in tale tratto appena successivo alla diga costituita dalla centrale idroelettrica di Alviano e da quella di Corbara;

 

in un’area di circa 50 ettari – utilizzata per coltivazioni di cereali, ortaggi, pascolo di animali, allevamento, caccia, pesca e con una falda acquifera a circa 2,5 metri -, è emersa la presenza di cadmio, cromo, cobalto, stagno-antimonio in concentrazioni superiori alla norma;

 

a oggi non è dato ancora conoscere la qualità dell’agente inquinante interrato nel sottosuolo nel Comune di Graffignano. Gli unici dati certi riguardano le analisi effettuate dall’Arpa e quelle eseguite dai tecnici della Procura della Repubblica di Viterbo che evidenziano un innalzamento dei valori dei metalli pesanti e di sostanze legate alla presenza di idrocarburi;

 

la concentrazione di stagno arriva, infatti, a 50 mg/kg mentre il valore massimo consentito dalla legge nei terreni agricoli è di 1; il cobalto raggiunge livello 38 mg/kg anziché 20; l’antimonio arriva a 43 mg/kg, ben 4 volte il limite; la diossina supera addirittura 7 volte il valore autorizzato;

 

il procedimento penale, presso il tribunale di Viterbo, che ha individuato quali responsabili della contaminazione i gestori della cava Nuova Esa sas, F.lli Nocchi di Nocchi Roberto & C., ICI srl, e il proprietario dei terreni Azienda agricola “Il cassettone”, si è concluso con una estinzione del reato per intervenuta prescrizione;

 

trasformare le cave in siti di smaltimento dei rifiuti non solo costituisce un pericolo per la salute ma anche per l’economia. Infatti, la citata area a forte vocazione agricola, potrebbe essere esclusa, per il reale rischio ambientale, dal Programma di Sviluppo Rurale (2014 al 2020), che prevede per la Regione Lazio un investimento di 780 milioni di euro;

 

l’ordinanza 06/2014 del comune di Graffignano impone alcuni limiti all’utilizzo dei terreni siti in località Pascolaro per i danni che l’eventuale lavorazione del terreno potrebbe comportare alla popolazione, per il sollevamento di polveri e particelle inquinanti;

 

l’obiettivo primario da perseguire è l’approvazione del piano di caratterizzazione che definisce l’area dalla quale verranno prelevati i campioni delle matrici ambientali (suolo e acque sotterranee), sui quali successivamente verranno effettuate le analisi per quantificare la presenza di sostanze tossiche;
la messa in sicurezza e la bonifica del sito si renderà necessaria qualora la contaminazione delle matrici ambientali, rilevata nel sito, superasse le concentrazioni “soglia di contaminazione” e le concentrazioni “soglia di rischio”; il passo successivo sarà la stima economica dell’operazione di eventuale bonifica;

 

è tuttavia evidente che tali attività, compresa quella di recupero prevista dal Dlgs 152/2006, si fondano su una disponibilità economica che l’amministrazione comunale di Graffignano non può garantire se non supportata da adeguati finanziamenti di pertinenza stanziati dalla Regione, come avvenuto per le altre discariche abusive nella provincia di Viterbo, peraltro potenzialmente meno pericolose-:

 

se i Ministri interrogati intendano sostenere concretamente l’indagine epidemiologica e il piano di caratterizzazione al fine di verificare gli accumuli di sostanze nocive quali diossina, cadmio, cromo, cobalto, stagno antimonio e sul grado di rischio sanitario e ambientale delle aree in oggetto;

 

quali iniziative intenda adottare il Governo relativamente alle necessarie politiche di tutela della salute dei cittadini, anche prevedendo attività di screening sulla popolazione residente nei territori contaminati e in quelli limitrofi;

 

se, una volta stabilito il fattore di rischio, i Ministri interrogati intendano disporre di un immediato piano di finanziamenti per la messa in sicurezza e bonifica definitiva del sito, assicurando la corretta gestione e smaltimento dei rifiuti nocivi e impedendo in futuro la prevalenza di interessi illegali su quelli della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

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