“A Belcolle sono tanti i problemi che aspettano la solidarietà del sindaco”

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VITERBO – “Egregio sindaco Michelini, esprimere solidarietà verso qualcuno ci fa sentire uomini dabbene, ci fa esprimere una concordanza di idee, di aspirazioni e la volontà di volerle sostenere assieme ma, come spesso accade, tante dimostrazioni di sostegno e vicinanza, alla fine si traducono in replicate e assuefatte dichiarazioni, il più delle volte dimenticate nel giro di pochi giorni.

 

Senza entrare nel merito delle isteriche vicende che stanno insidiando la tranquillità del nostro ospedale e, a quanto pare, anche la Sua serenità di amministratore di questa città per un volantino diffuso a Belcolle, compagno di tanti altri diramati in passato per manifestare certe opinioni in assoluto disaccordo con uomini della Politica o del Sindacato, preso atto della Sua propensione alla “solidarietà” per una vicenda che i libri di storia non racconteranno mai, ci preme sapere da Lei se, come “primo cittadino” di Viterbo:

 

Ha mai rivelato comprensione e vicinanza per tutte quelle persone che versano in palese difficoltà, ad iniziare da quei malati che nel nostro presidio ospedaliero non trovano un letto in corsia e giacciono per giorni e giorni sulle barelle del pronto soccorso?

 

Ha mai pensato all’angoscia che stanno vivendo centinaia di precari, veterani professionisti della Sanità che ancora non sanno se potranno essere stabilizzati nella pianta organica della ASL?

 

Ha mai dimostrato la Sua vicinanza a tutti gli operatori sanitari che, stanchi e sfiduciati da anni di fermo contrattuale, sfiancati dal blocco infinito delle assunzioni e dall’allungamento dell’età pensionabile, assicurano ancora con sacrificio ed abnegazione assistenza medica ed infermieristica in un ospedale vergognosamente incompiuto dopo quasi mezzo secolo?

 

Si è mai sbilanciato in favore degli infermieri e dei tecnici che sono stati licenziati dalle cliniche convenzionate?

 

Sig. sindaco, nessuno può impedirLe di esprimere solidarietà a questo o a quello, finanche in quei casi laddove la “montagna ha partorito il topolino”, ma i viterbesi esigono da Lei, in veste di “autorità sanitaria locale”, un tangibile interessamento ai gravi problemi che sono costretti a sopportare ogni giorno per un

 

Servizio pubblico che dovrebbe vantare ben altre potenzialità e che, invece, mostra vistose e insopportabili carenze che una società civile non può tollerare, ben altra cosa rispetto a quanto da Lei affermato nel richiamato e presunto “atto intimidatorio” confezionato tra le mura di Belcolle.

 

Infine, mi auguro che questa fervida esortazione rivolta al sindaco di Viterbo da FondAzione per la Tuscia, non sia giudicata un atto vile, minaccioso e di inaudita violenza da condannare per “lesa maestà” e, conseguentemente, diventare oggetto di altre “solidarietà” che, di certo, non cambieranno la realtà dei fatti”.

 

Roberto Talotta (foto)
Dipartimento Sanità di FondAzione per la Tuscia

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