“Blu di Tuscia”: a Viterbo mostra di stampe cianotipiche

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VITERBO – “La mia mostra “Blu di Tuscia” approda a Viterbo in occasione di San pellegrino in Fiore, dal 29 aprile al 1 maggio. Si tratta di una serie di stampe cianotipiche che rappresentano alcune delle zone meno note della Tuscia, e di certo le mie preferite.

 

Per raccontare ulteriormente la magia e il fascino di questa terra, durante la mostra (indicativamente alle ore 10.00, alle ore 11.30, alle ore 16.00 e alle ore 17.00, ci saranno proiezioni di fotografie 3D (anaglifi) da guardare con gli appositi occhialini.

 

La Cianotipia è una tecnica di stampa ai Sali di ferro inventata nel 1842 da sir John Heschel ( 1792 – 1871). Con questa tecnica si ottengono stampe dai toni blu e più esattamente blu di Prussia, uno dei primi coloranti chimici della storia. Per questo ho intitolato la mostra “Blu di Tuscia”, con riferimento da un lato alla tecnica (detta anche Blueprint), dall’altro al tema della mostra stessa, che è una sorta di esplorazione della magnifica regione in cui vivo, la Tuscia appunto, ricca di paesaggi e natura che fotografo oramai assiduamente da circa 5 anni, cioè da quando mi sono trasferito a Tuscania.

 

Perché la scelta di questa tipologia di stampa? Perché consente di recuperare un certo tipo di “manualità” in campo fotografico, oggi che impera il digitale (e sebbene le foto di partenza siano quasi tutte realizzate con fotocamere digitali…), e anche perché si ottengono stampe che sembrano “senza tempo”, non legate al contingente quotidiano. L’emulsione sensibile (ottenuta da ferricianuro di potassio e ferro ammonio citrato) è creata partendo da chimici puri e stesa manualmente su carta da acquarello; i negativi in formato A4 sono ottenuti con la stampante inkjet (stampa su fogli di acetato) e, messi a registro con i fogli sensibilizzati, sono esposti al sole: i raggi UV compiono il miracolo della creazione dell’immagine positiva.
Il blu della stampa originale in genere viene virato grazie a bagni in sostanze contenenti tannino: nel mio caso ricorro al caffè solubile. In tal modo di ottengono toni che vanno dal blu “avio” al marrone, al quasi nero.

 

Spero che queste mie immagini rendano appieno la mia passione per questa terra e le sue meraviglie, che vanno conosciute e soprattutto protette affinché anche le generazioni future possano goderne”.

 

Marco Scataglini

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