AgriCulture, un festival tra cultura e natura

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CASTIGLIONE IN TEVERINA – Dal 27 agosto al 1 settembre arriva la V edizione di AgriCulture festival, ideato dal Teatro Null, I porti della Teverina, Officina culturale della Regione Lazio.

 

E’ un festival che attraversa luoghi di particolare bellezza. Un progetto artistico concepito come un laboratorio in movimento delle arti e del pensiero, della ricerca e del confronto con le radici. Un Festival per riscoprire e collegare cultura e natura, la velocità e la scoperta della lentezza, ed anche per immaginare il rituale, il mito e la magia. “In questa V edizione – dice il suo direttore artistico Gianni Abbate –. Vogliamo raccontare per immagini la Tuscia, un territorio tra i più belli e integri d’Italia, e approfondire la figura del Cantastorie. Per la parte fotografica, ci siamo affidati a un poeta della fotografia, Marco Scataglini, specializzato nella ripresa d’immagini senza tempo, immagini che raccontano il territorio, ricorrendo a tecniche particolari come il foro stenopeico, la stampa cianotica, il bianco e nero. Il festival, infatti, si aprirà il 27 agosto al Museo del vino di Castiglione in Teverina con l’inaugurazione in prima assoluta della mostra fotografica TimelessScapes – il tempo dell’abbandono di Scataglini e la presentazione del suo nuovo libro “Storie in punta di piedi”.

 

La mostra sarà visitabile per tutto il periodo del Festival. Per la figura del Cantastorie, invece, abbiamo chiamato a collaborare con noi il M° Daniele Mutino, ricercatore e compositore di musiche e testi, che si propone di promuovere la rivalutazione della figura del cantastorie nel nostro tempo. Il cantastorie deriva da lontani precedenti, quali gli aedi e rapsodi greci, per passare ai menestrelli e trovatori nel Medioevo. Simili figure sono presenti anche nella cultura islamica, indiana e africana. Ancora oggi l’arte del cantastorie è fondamentale, ci dice il M° Mutino, poiché sottraendosi alla comunicazione mass-mediale, usando affabulazione e magia scenica, racconta la drammaticità del nostro tempo, mettendo in contatto leggende radicate nei millenni con la cronaca contemporanea, aiutandoci così nella comprensione di chi siamo.

 

Il M° Mutino sarà presente con tre serate: il 27 agosto, dopo l’inaugurazione della mostra con “Carovane”, il 29 a Casenuove Civitella d’Agliano con “San Giorgio e il drago” e il 30 all’interno di una full immersion in campagna con burattini, cena contadina e “La nave e altre storie” di Mutino”.” Ci saranno altre ghiotte sorprese, come “Il giro della Tuscia in 80 giorni” in collaborazione con il Museo naturalistico di Lubriano, “Veglia d’amore e Divino” presentato dal Teatro delle Forme di Torino a Castiglione, i burattini di Valerio S. Saccà e una prima teatrale a Sipicciano nello splendido cortile del Palazzo Baronale, con “Storie di terra #2” di Gianni Abbate. In tutte le serate si potrà degustare del buon vino della Tuscia.

 

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