Comunità ebraiche nella Tuscia, se ne parla il 26 febbraio nei Pomeriggi Touring

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VITERBO – Secondo appuntamento dei “Pomeriggi Touring”. Venerdì prossimo (26 febbraio) alle ore 17,00 nella sala conferenze del Museo della Ceramica di Palazzo Brugiotti (Viterbo via Cavour 67 ) Bonafede Mancini parla degli Ebrei e delle loro comunità presenti nel Viterbese tra XVI e XVII secolo.

 

Il filo rosso dei Pomeriggi 2016, dal titolo intrigante di “Marginalia”, indaga infatti sulle “genti di fuori” nel nostro territorio, sul loro processo di integrazione con le popolazioni locali, sui problemi economici e sociali che hanno provocato, sui contributi culturali dati e ricevuti.

 

“Città rifugio per le mie genti”, così nel 1587, il medico ebreo David De Pomis chiamò i piccoli centri che, posti sui confini tra le terre del Patrimonio di San Pietro e quelle toscane , accolsero nuclei di famiglie e piccole comunità giudaiche espulsi dallo Stato della Chiesa per effetto  delle leggi antiebraiche. Storia e storie di convivenze, intolleranze, emarginazione che nei secoli XVI e XVII medici,  commercianti e piccoli banchieri ebrei, vissero a Viterbo e nelle terre di una Tuscia giudaica ancora poco  studiata e nota. Una piccola ma diffusa presenza che nella vita quotidiana ha contribuito ad allontanare i pregiudizi ma talvolta anche ad erigere muri all’interno delle singole comunità.

 

A Viterbo la comunità ebraica occupava in quei tempi alcuni spazi della città fra cui quelli riuniti intorno alla ex chiesa di S. Biagio in via San Lorenzo. Presso il Museo Civico è custodita una epigrafe con iscrizione ebraica posta sulla tomba di un giovane di sette anni tale Ruben figlio di Netanel Chaim morto nel 1401. Il reperto proviene da Poggio Giudio, fuori Porta Faul.

 

I “Pomeriggi” sono organizzati dal consolato Touring di Viterbo, guidato da Vincenzo Ceniti, in collaborazione con la Fidapa e il patrocinio della Fondazione Carivit. Ingresso libero.

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