Dante e Viterbo: una serata celebra il rapporto tra il poeta e la città

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VITERBO – La nuova Cooperativa di Produzione e Lavoro Fucina delle Arti, costituita da giovani artisti e organizzatori culturali viterbesi, presenta la “Serata con Dante Alighieri”, in programma a Viterbo sabato 31 ottobre in due momenti (ore 16 e 21), nell’ambito delle manifestazioni nazionali per il 750° anniversario della nascita del poeta italiano più famoso al mondo.

 

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Viterbo, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura, e curata da Marco Maria Gazzano, docente di Teorie del cinema e delle arti elettroniche all’Università degli Studi Roma Tre. Si tratta di un evento unico e senza repliche, che interpreta Dante e in particolare Dante a Viterbo: cioè il modo nel quale i luoghi e le storie della città e della Tuscia hanno colpito la fantasia del poeta fiorentino tanto da essere citate, con dovizia di particolari, in due tra i più famosi Canti dell’Inferno, facendo interagire l’aura degli straordinari luoghi notati da Dante con le arti contemporanee e performative del moderno quali la danza e il cinema, la musica, la parola d’attore, il teatro, la videoarte.

 

La serata inizia alle ore 16 del 31 ottobre all’antica fonte sulfurea del Bullicame, citata da Dante sia nel XII che nel XIV Canto dell’Inferno, come luogo sia di purificazione sia di ingresso (secondario) agli inferi, con la “performance poliartistica” live Dante’s Jam Session. Nello spettacolo di una natura che ancora oggi sembra incontaminata, all’aperto, tra il vento, il paesaggio aspro e il ribollire dell’acqua dantesca, tre figure femminili – un’attrice, una violoncellista, una danzatrice – reinterpretate dal cinema di una artista video, danno vita a una vera e propria jam session nella quale si intrecciano la voce d’attrice di Marta Scelli dai Canti di Dante (compreso il III dell’Inferno, particolarmente in sintonia con il luogo), i suoni al violoncello di Giovanna Famulari, i passi di danza della coreografa e danzatrice viterbese Gioia Tarulli, le riprese videografiche dell’artista italo-svizzera Adriana Amodei.

 

Alle ore 21, nel centro storico di Viterbo, l’evento continua nell’antica Chiesa di San Silvestro in Piazza del Gesù. La chiesa, costruita intorno all’anno Mille, è stata per alcuni secoli punto di partenza e di ritorno dei cavalieri sulla via dei luoghi santi ed è oggi conservata con cura dall’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme. Anch’essa è citata da Dante per un fatto di sangue particolarmente efferato avvenuto durante il famoso conclave di Viterbo, la cui memoria, grazie alla Commedia non solo è ancora viva, ma collega questa chiesa di Viterbo al Tamigi e a Londra. Marta Scelli – una delle più rigorose e sensibili interpreti contemporanee della Commedia dantesca – illustra ed espone i Canti e le cronache dedicate dal poeta a Viterbo, sempre in interazione con la danza di Gioia Tarulli e le vibrazioni del violoncello della concertista e performer Giovanna Famulari.

 

Quindi alle 22.15, sempre a San Silvestro, l’ensemble musicale Edison Studio compone in diretta – tra musica elettronica, classica, d’ambiente e concreta – suoni e musiche in concerto con la proiezione della copia restaurata dalla Cineteca di Bologna del film “Inferno” di Francesco Bertolini (Italia, 1911, 63′). Tale pellicola rappresenta nella storia del cinema uno dei più rilevanti film al mondo tra quelli dedicati a Dante, ed è stato restituito a nuova vita in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia anche grazie alla colta e insieme coinvolgente rimusicazione proposta da Edison Studio, un gruppo di compositori contemporanei quali Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani.

 

Tale evento, oltre al patrocinio del Comune di Viterbo, si fregia anche di quello dell’Università degli Studi Roma Tre e del Progetto “Dante 750. 1265-2015” dell’Università degli Studi di Milano – “battezza” la cooperativa di giovani viterbesi Fucina delle Arti premiata dal bando “Coopstartup-Innova in coop”, promosso da Legacoop Lazio e finanziato dalla Regione Lazio e da Coopfond. Presieduta dal direttore d’orchestra Sesto Quatrini, la cooperativa «intende promuovere la cultura in tutte le sue forme ed espressioni, anche in relazione con il territorio, con particolare interesse per le rappresentazioni artistiche, utilizzando ogni modalità tecnologica e comunicativa; propone di sostenere lo sviluppo del territorio e dell’economia locale, in relazione anche a quelli nazionali e internazionali».

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