In un libro la storia di un bombardiere americano caduto nella Tuscia

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CAPRAROLA – Si svolgerà sabato 22 agosto (ore 17.30) al Palazzo Farnese di Caprarola l’iniziativa “Oltre il lago… fino a Vaziano”, nel corso della quale verrà presentato il libro “Oltre il lago” di Mario Di Sorte e Claudio Biscarini.

 

Il volume, pubblicato da Aska edizioni, è frutto di una lunga e approfondita ricerca e contiene immagini e documenti di estremo interesse sulla seconda guerra mondiale. L’incontro è promosso dal Comune di Caprarola e dalla Pro Loco con l’importante patrocinio del Club Unesco Viterbo Tuscia.

 

Tutto inizia con la missione di un bombardiere americano, una fortezza volante partita dalla base di Amendola, in Puglia, e diretta a Certaldo, in Toscana, che durante la seconda guerra mondiale precipita nel lago di Bolsena. Dopo numerosi sforzi e altrettante collaborazioni, Di Sorte riesce a organizzare il recupero della torretta di quello che si rivelerà un B-17F americano (oggi esposta all’interno del Museo Territoriale del Lago di Bolsena, nel Castello Monaldeschi), caduto lì il 15 gennaio 1944. L’equipaggio abbandonò l’aereo gettandosi col paracadute e la fortezza si inabissò nello specchio d’acqua in provincia di Viterbo. Il libro, oltre a ripercorrere passo passo la storia dell’equipaggio, mostra uno spaccato dell’Italia in quegli anni di guerra, divisa tra il Sud ormai liberato e il Centro-Nord che avrebbe dovuto attendere la liberazione ancora per quasi un anno.

 

“Nel volume – spiega Mario Di Sorte – riporto le storie dettagliate di famiglie intere che, rischiando quotidianamente la pelle, accolgono militari sbandati, aviatori alleati abbattuti dalla contraerea o dai caccia tedeschi, soldati evasi dai campi di prigionia eretti in Italia. Uomini braccati, taluni feriti magari solo nell’animo, diventano addirittura per mesi parte integrante, seppure occultata, di quella gente. A dispetto delle bombe alleate che cadono sulle loro teste, delle case distrutte e dei parenti rimasti uccisi, queste donne e questi contadini accolgono gli stranieri con coraggio e con affetto senza mai vedere in quei poveri cristi scesi dal cielo gli autori di tanta distruzione”. Tra i vari episodi intrecciati tra loro Di Sorte racconta anche la vicenda del pilota del B-17 Joseph B. Townsend, che raggiunse a giugno del 1944 la sua base di Amendola dopo essere stato salvato e nascosto ai tedeschi prima a Canepina (dalla famiglia Tosti) e per oltre quattro mesi a Caprarola (da Biagio e Giuseppe Stefani) nel casale di Vaziano, località situata appena fuori Caprarola.

 

“Noi avevamo mantenuto i contatti con la famiglia di Joseph – racconta il nipote di Biagio Stefani, che porta il suo stesso nome – ma fino al 13 ottobre 2013 la sua per noi era solo la storia di un pilota americano al quale la nostra famiglia aveva dato rifugio. Poi è arrivata la telefonata di Mario e siamo venuti a conoscenza dell’intera storia. Il lavoro che ha fatto è stato eccezionale, anche perché ci ha dato modo di conoscere delle belle persone: lo stesso Mario e la moglie Enrica, Guerrino Tosti e, soprattutto, le figlie di Joseph (Jean, Pat e Lani) che ci hanno voluto conoscere di persona. Ogni qualvolta che mi ritrovo a parlare di questi fatti, i cui protagonisti sono i miei familiari e in generale molti italiani – fatti in cui prevale la solidarietà, l’amicizia, il coraggio e nel caso di Mario la passione vera – confesso che a stento trattengo l’emozione”.

 

L’incontro del 22 agosto, organizzato dallo stesso Biagio Stefani, sarà introdotto dai saluti di Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola, e da quelli dell’assessore alla cultura Simone Olmati, che ha voluto fortemente l’evento e dall’estero, dove ora si trova, invierà un contributo scritto. Parteciperà anche il presidente del Club Unesco Viterbo Tuscia Luciano Dottarelli. Oltre all’autore del libro Mario Di Sorte, saranno presenti due tra i protagonisti della storia: Giacinta Stefani (nel 1944 appena 13enne sovente partiva a piedi da Caprarola per recarsi al casale di Vaziano a portare a Joseph i pasti e i ricambi dei vestiti) e Jean Townsend, la maggiore delle tre figlie di Joseph, il quale si salvò, visse ed ebbe tre figlie proprio grazie alla generosità incontrata nella Tuscia.

 

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