“Memorie dal Sottosuolo”, Ferdinando Vaselli a CiviTonica

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VITERBO – (b.b.) Sarà Ferdinando Vaselli con lo spettacolo Memorie dal Sottosuolo a portare Civita Castellana al Festival degli Etruschi organizzato a Viterbo dall’11 al 13 settembre. Domenica 13 settembre alle 19.00 presso il cortile del palazzo comunale di Viterbo, nell’ambito della manifestazione CiviTonica, Ferdinando Vaselli, con le musiche di S.F. Trio composto da Sebastiano Forte alla chitarra, Federico Leo alla batteria e Carmine Iuvone al contrabbasso e con l’intervento del giornalista Luca Lancise, propone lo spettacolo teatrale “Memorie dal Sottosuolo”.

 

“Dopo l’esperienza dello scorso anno al MAXXI, anche quest’anno CiviTonica esporta il proprio marchio all’interno del Festival – ha spiegato l’assessore alla cultura di Civita Castellana, Giancarlo Contessa – Per noi oltre che un onore è uno stimolo ad imparare dai migliori nell’organizzazione di eventi culturali, ma anche a portare un contributo di qualità e originale come lo spettacolo di Ferdinando Vaselli. L’originalità è la caratteristica che CiviTonica cerca di perseguire, intendendo la cultura come un’espressione non necessariamente tradizionale e scontata. Lo spettacolo di Vaselli affronterà un tema serio, storico, culturalmente elevato con un occhio più frivolo e trasgressivo”.

 

Lo spettacolo è un viaggio che mette insieme le memorie di un tombarolo, citazioni dell’Eneide, di Goethe, fatti di cronaca, leggende etrusche e metropolitane, De André e storie di tombaroli più o meno famosi. Letteratura, teatro, musica, personaggi reali e appartenenti al mito convivono all’interno di un viaggio che non è solo una lezione, non è solo uno spettacolo, non è solo un concerto ma vive di tutte queste suggestioni come memorie che affiorano da un passato, dalla terra da cui noi proveniamo, una terra misteriosa ed affascinante in bilico tra presente e passato, vero e non vero, tra pezzi di cocci, statue, personaggi mitici e reali, sogno e realtà.

 

Uno spettacolo che è un viaggio, sonoro, uditivo e visivo per raccontare la grandezza di una civiltà scomparsa, per riflettere sul presente, per non dimenticare le nostre radici, le nostre origini e farne terreno prezioso di conoscenza e scoperta. Insomma, impossibile mancare.

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