Presentato l’ultimo libro di Onelia Gabrielli

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CANINO – Venerdì 4 Settembre, nei locali dell’Arancera, Onelia Gabrielli ha presentato il suo ultimo libro circondata dalla sua famiglia e dai tanti amici che hanno voluto con la loro presenza testimoniare la stima e l’affetto per una donna che ha dato molto a Canino per le sue attività culturali e di volontariato.

 

Onelia Gabrielli è una bella ed energica signora, mamma di quattro ragazzi ormai cresciuti e nonna felice. Dopo una vita lavorativa intensa come parrucchiera, potrebbe tranquillamente godersi gli agi di ritmi di vita più distesi e il meritato riposo, invece, preferisce dedicarsi alle passioni che finora non ha avuto tempo di seguire: la scrittura e la trasmissione della realtà agricolo/rurale che si respirava a Canino dal 1950 ad oggi.

 

La sua attività di scrittrice per diletto, le sta dando grandi soddisfazioni soprattutto grazie ai numerosi feedback di chi ha letto il suo primo libro: La parrucchiera in Maremma.

 

I suoi racconti non si limitano a fotografare il paese, le usanze e degli aneddoti che partendo dal primo dopo guerra attraversano mezzo secolo di storia; i suoi racconti sono soprattutto un inno all’ottimismo e una testimonianza autentica per le nuove generazioni. “Le difficoltà”- afferma “sono sempre esistite. La crisi che stiamo vivendo non è nulla a confronto della fame e delle restrizioni che abbiamo dovuto affrontare negli anni ’40 e ‘50. Per questo la sua prosa semplice, lineare e pulita diventa un messaggio che arriva direttamente al cuore del lettore e lascia spazio alla speranza, alla voglia di fare.

 

Il secondo libro: Cari nipoti è dedicato non soltanto ai nipoti biologici ma a tutti i ragazzi e le ragazze che si affacciano alla vita in un periodo così complesso come quello attuale. “ Con questo secondo libro” – dichiara la scrittrice – “voglio far capire ai ragazzi di oggi che anche noi nonni siamo stati giovani e abbiamo avuto le nostre trasgressioni, i nostri conflitti con i genitori e i nostri traumi. Abbiamo dovuto scoprire da soli la vita perché c’era un’assenza di comunicazione intergenerazionale soprattutto in relazione ad argomenti considerati tabù: quelli legati al corpo e alla sessualità.” “Invito i giovani a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno perché la vita è un viaggio di scoperta e non bisogna lasciarsi affliggere o frenare dalle difficoltà che hanno fatto e faranno sempre parte dei processi di crescita e dei percorsi di vita”.

 

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