“Quali professioni per i Beni culturali in Italia?”

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VITERBO – Sabato 27 giugno, nella sala conferenze di Palazzo Gentili, in via Saffi 49, avrà luogo un incontro, organizzato dal Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia, sul ruolo dell’Università nella formazione di giovani che operino nel settore dei Beni Culturali con competenze adeguate sia alle esigenze di conoscenza e valorizzazione del patrimonio che alle richieste del mercato del lavoro.

 

Ad un quarto di secolo dall’istituzione a Viterbo della prima Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, sembra ormai necessario avviare una riflessione sull’argomento, anche alla luce delle iniziative recentemente annunciate da MIUR e MIBACT. Lo scorso 19 marzo i ministri Giannini e Franceschini hanno infatti sottoscritto un protocollo d’intesa sul patrimonio culturale e paesaggistico, che prevede anche un ripensamento dei percorsi formativi, da affidare in parte a strutture miste tra Università, Soprintendenze ed Enti di ricerca.
L’Università della Tuscia, che ha ribadito la sua decisa scelta di campo nel settore dei Beni Culturali con l’istituzione del Corso a ciclo unico per il Restauro, i cui laboratori verranno inaugurati dal Magnifico Rettore il prossimo mercoledì 1 luglio, desidera continuare a svolgere un ruolo attivo e propositivo anche in questa nuova fase, promuovendo occasioni di incontro e dibattito.

 

Si inizia con le professioni del settore archeologico: all’incontro del 27 interverranno Giuliano Volpe, archeologo e Presidente del consiglio superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici’ del MIBACT, Daniele Manacorda, Professore di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica presso la Terza Università di Roma e autore del libro “L’Italia agli Italiani. Istruzioni e ostruzioni per il patrimonio culturale” e Massimo Osanna, Soprintendente speciale per Pompei, dove è stata recentemente istituita, proprio in virtù del citato protocollo d’intesa Franceschini-Giannini, la Scuola Archeologica di Pompei, una nuova scuola di formazione professionale post lauream.

 

Le attività proseguiranno nel pomeriggio, dalle 16.30, con la presentazione di due progetti di ricerca esemplificativi dei diversi settori di interesse scientifico e approcci metodologici rappresentati nel Dipartimento, dedicati l’uno al Rinascimento (Scrittura e immagini nel Rinascimento Viterbese, di Anna Modigliani e Enrico Parlato), l’altro alle indagini condotte per un ventennio a Ferento in stretta collaborazione tra archeologi e hard sciences. Grazie a tali indagini conosciamo aspetti della vita sociale ed economica degli abitanti come i modi di abitare, l’organizzazione produttiva, ma anche gli usi alimentari e le patologie documentate dallo studio dei reperti ossei (Vita quotidiana a Ferento, di E. De Minicis, M. Micozzi, C. Pelosi, M. Romagnoli, G. Romagnoli e A. Spina).

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