Studiare psicologia, quali sono le opportunità offerte da una laurea in questo settore

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Studiare psicologia significa intraprendere un percorso di studi mirato all’acquisizione di concetti e conoscenze necessarie per formare la figura professionale dello Psicologo, che potrà svolgere la sua attività in diversi contesti e operare su diversi livelli operativi. Il sistema di tali conoscenze, che viene sviluppato durante il percorso di studi, non sempre è sufficiente per svolgere questo ruolo professionale in tutti gli ambiti. Chi decide di intraprendere questo percorso, potrebbe trovare utile qualche informazione circa la figura dello Psicologo, così come viene riconosciuta oggi a livello istituzionale.

Allo stesso modo, l’aspirante studente deve informarsi sulle condizioni e le modalità di accesso a questo tipo di professione, comprese le difficoltà che potrebbe incontrare nel corso degli anni, lungo il percorso di formazione. Infatti, prima ancora di cominciare il proprio percorso di studi, si diramano numerose possibilità. Una di queste riguarda la scelta di iscriversi ad un corso di psicologia in un’università telematica. Questo tipo di atenei infatti permette agli studenti, anche a quelli che non vivono in grandi città, di frequentare corsi universitari validi e di risparmiare sul viaggio e sull’affitto di una casa vicino alla sede universitaria. In Italia sono molte le università che offrono corsi di laurea in psicologia, come quelli dell’ateneo Unicusano, tra i frequentati e conosciuti in tutto il Paese.

Il ruolo dello Psicologo a livello legislativo è regolamentato dalla legge numero 56 del 18-12-1989, di cui l’articolo 1 in particolare dona una definizione precisa della figura professionale in oggetto.
In breve, si asserisce che questa professione prevede l’utilizzo di specifici strumenti conoscitivi e di intervento, che vengono messi in atto per la prevenzione, la valutazione della diagnosi, le attività di riabilitazione e di sostegno psicologico. L’insieme di queste attività sono rivolte alla persona, ai gruppi, alle comunità e ai più disparati contesti in cui risulti necessario il supporto psicologico.
Anche le attività di ricerca, di didattica e di sperimentazione sono comprese in tale attività professionale.

L’articolo 2 della stessa legge illustra i requisiti per svolgere l’attività di Psicologo; innanzitutto bisogna conseguire l’abilitazione in Psicologia mediante un Esame di Stato, ed iscriversi successivamente all’apposito Albo professionale. L’Esame di stato è disciplinato da un decreto ministeriale del 1992, che prevede che l’ammissione può avvenire solo dopo che lo studente abbia svolto un tirocinio pratico, della durata di un anno, subito dopo il conseguimento della laurea.

L’articolo 3 regolamenta nello specifico l’esercizio dell’attività psicoterapeutica. Uno Psicologo può iniziare a svolgere tale attività solo dopo aver conseguito un’ulteriore formazione professionale, che si acquisisce dopo la laurea. In sostanza, è necessario seguire un corso di specializzazione, della durata minima di 4 anni, che permette un adeguato addestramento nell’ambito della psicoterapia. Tale corso può essere frequentato in una delle tante scuole di specializzazione all’interno degli atenei universitari o presso istituti riconosciuti a livello ministeriale.

Se l’obiettivo è quello di lavorare in un contesto pubblico, l’accesso dello Psicologo al Servizio Sanitario Nazionale è regolamentato da ulteriori decreti legge, che prevedono gli stessi requisiti dell’articolo 2. In linea di massima bisogna tener presente che il laureato che non è iscritto all’Ordine, può svolgere solo alcuni ruoli come quello di informatore scientifico, di dirigente dei servizi sociali, di insegnamento di pedagogia nelle scuole magistrali o di psicologia sociale in alcuni istituti professionali.

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