Un progetto dell’Unitus per migliorare la vita dei detenuti

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VITERBO – E’ possibile ridurre lo stress ambientale in carcere abbattendo le barriere comunicative tra operatori e detenuti? A questa domanda risponde il progetto europeo REHAB, promosso dall’Università della Tuscia (Dipartimento DISUCOM).

 

L’11 dicembre ci sarà la conferenza finale a Roma.

 

Il progetto REHAB, Removing prison HeAlth Barriers, di durata biennale, è stato finanziato dal programma europeo LLP – Grundtvig.

 

Finalità del progetto:
Migliorare la qualità della vita nelle carceri, attraverso un approccio multidisciplinare volto a promuovere una più efficace comunicazione tra staff della prigione (staff sanitario, area trattamentale e polizia penitenziaria) e detenuti
Supportare il personale sanitario e di custodia nello stress correlato al lavoro attraverso i sensitivity groups.
Definire Linee guida di buona pratica clinica.
Stipulare Protocolli di intesa tra istituto penitenziario e Servizio Sanitario Territoriale, a garanzia di misure volte alla continuità terapeutica.

 

Coordinato dall’Università della Tuscia, ha coinvolto un partenariato internazionale composto da società scientifiche di salute penitenziaria (SOCIETÀ DI MEDICINA E SANITÀ PENITENZIARIA – SIMSPE, ITALY;
SOCIEDAD ESPAÑOLA DE SANIDAD PENITENCIARIA – SESP, SPAIN), Università (BIRMINGHAM CITY UNIVERSITY – BCU, UNITED KINGDOM) e un gruppo di studio e ricerca sul tema (GROUPE D’ETUDE, DE RECHERCHES, ET DE TRAITEMENT EN MILIEU PENITENTIAIRE – GERTOX, FRANCE).

 

L’evento finale si svolgerà l’11 dicembre p.v. dalle ore 9 alle ore 17, presso l’ISSP, Istituto Superiore di Studi Penitenziari, a Roma; è prevista la partecipazione del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, del Magnifico Rettore dell’Università della Tuscia, prof. Alessandro Ruggieri e del Vice Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, dott. Massimo De Pascali.

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