Unitus, pronto il rilancio di Beni Culturali

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Barbara Bianchi

 

VITERBO – Dopo la fase critica degli scorsi anni, con flessione di iscritti e carenza di personale docente, il dipartimento di Beni Culturali è pronto per affrontare un nuovo inizio, targato Rettore Ruggieri.

 

Revisionato il sistema amministrativo e distribuite le competenze, l’anno accademico 2015/2016, alle porte, porterà con sé, all’interno del dipartimento di Beni Culturali, tre corsi di laurea: un ciclo unico (cinque anni) in restauro, un corso triennale in Scienze dei beni culturali e un percorso di formazione magistrale in Conservazione e restauro.

 

E sarà proprio il corso quinquennale il fiore all’occhiello della nuova offerta formativa Unitus: un percorso altamente qualificante e abilitante, che “trasformerà gli studenti in professionisti del settore”, ha sottolineato la Direttrice Gabriella Ciampi. E le carte ci sono tutte: lezioni pratiche che si alterneranno a quelle teoriche. Incontri frontali e diretti con i docenti. Un numero chiuso che limiterà l’accesso solamente a 20 studenti. Ma non solo: numerosissime sono le attività di tirocinio proposte. Scavi archeologici su tutto il territorio locale e nazionale. Siti monumentali cui poter far visita in Turchia, in Cappadocia. Centinaia di convenzioni con i maggiori musei italiani.

 

“Abbiamo un progetto. E lentamente lo stiamo trasformando in realtà: nonostante i tagli alla cultura e all’istruzione, crediamo in quello che facciamo e soprattutto abbiamo la consapevolezza che costruire un grande futuro significhi conoscere e valorizzare il proprio passato”, ha commentato il Rettore Alessandro Ruggieri .

 

Per quanto riguarda i corsi di laurea in formula “tre più due”, le novità, rispetto agli scorsi anni, non sono moltissime. Gli anni della triennale si articoleranno in un percorso di formazione letteraria comune a tutti gli studenti per i primi due anni, che si trasformerà in indirizzo archeologico o storico dell’arte nell’ultima annualità.

 

“Il terzo anno è caratterizzato da insegnamenti più tecnico-scientifici – ha sottolineato il Preside del Corso, Gian Maria Di Nocera – affinché gli studenti vengano preparati a quello che sarà il Corso Magistrale che completerà la loro formazione.”. E proprio ai due anni specialistici, chiunque lo vorrà, potrà iscriversi sostenendo un esame iniziale: due prove scritte e una orale di cultura generale per testare le competenze dei futuri iscritti, ha spiegato il Professore Ulderico Santamaria.

 

“Abbiamo investito molto per il rilancio di tali attività – ha concluso il Rettore Alessandro Ruggieri – ora la palla passa agli studenti e al territorio: saranno loro a darci una risposta positiva o negativa dei nostri sforzi.”.

 

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