Discarica Magliano Romano, interviene il Comitato Bacino Valle del Treja

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REGIONE – Si è tenuta ieri 10 maggio presso l’area Rifiuti della Regione Lazio la seconda convocazione della conferenza dei servizi relativamente all’istanza presentata dalla società IDEA 4 srl per una deroga ai valori limite di ammissibilità dei rifiuti nella discarica di Magliano Romano ai sensi dell’art 10 DM 27.09.2010.

 

Il Comitato Bacino Valle del Treja è intervenuto ai sensi di legge nel procedimento amministrativo, presentando le osservazioni con cui sono state poste in luce presunte criticità, sia in merito alla documentazione depositata, sia rispetto alle procedure adottate, ma soprattutto ai rischi che potenzialmente potrebbero derivare dalla eventuale concessione di una deroga come quella richiesta.

 

La Regione Lazio, quindi, ha provveduto a sospendere il procedimento.

 

“Riteniamo questa una prima vittoria. – dichiara Jonas Clementoni Presidente del Comitato Bacino Valle del Treja – Non potremmo ipotizzare un iter diverso da quello che imponga tutte le dovute tutele attraverso la valutazione d’impatto ambientale e la valutazione d’incidenza, su quella che, come definita dalla stessa Regione Lazio, risulterebbe essere una modifica sostanziale del progetto e che potrebbe all’esito essere respinta.”

 

Il sedime che oggi ospita la discarica di Magliano Romano nasce come sito di attività estrattiva di tufo. Il Bacino della Valle del Treja è interessato da numerose cave dismesse e mai recuperate. Rimangono così anche per lunghi periodi abbandonate e non ripristinate, come invece vorrebbe la legge, salvo poi riprendere vita con l’avvento di progetti inaccettabili di discarica o di recupero di rifiuti.

 

Talvolta si presentano come vere e proprie voragini che feriscono la terra in profondità e superficializzano e in molti casi scoprono la falda acquifera rendendola vulnerabile.

 

“Proprio per queste paure abbiamo chiesto che la valutazione del rischio sugli effetti di questa istanza, prevista dalla legge come obbligatoria per una eventuale autorizzazione, sia particolarmente rigorosa e che tenga conto della enorme valenza naturale dell’area estesa così come ci impone l’Unione Europea – dichiara l’Avv. Vanessa Ranieri legale del Comitato- Nelle osservazioni prodotte infatti sembrerebbe omesso il contesto oggetto di rigorosa tutela ambientale di rango comunitario, ricadente sull’ampio territorio. Proprio in questi giorni la Regione Lazio ha dovuto emanare le delibere necessarie per non finire in procedura d’infrazione per inosservanza della direttiva Habitat Rete Natura 2000 e non vedere quindi svaniti i fondi strutturali ad essa indissolubilmente collegati soprattutto riguardo al Piano di Sviluppo Rurale regionale.”

 

La discarica si troverebbe infatti nella zona di ricarica degli acquiferi che alimentano le sorgenti di alcune aree di assoluto pregio naturalistico e, quindi, in un’area particolarmente vulnerabile dal punto di vista idrogeologico.

 

In questo momento assistiamo nel nostro territorio allo sviluppo di produzioni agricole biologiche e a una costante crescita economica in questo settore.

 

L’identità di questi territori si lega sin dall’antichità all’agricoltura, sviluppandosi nel tempo con le nuove pratiche di agricoltura biologica largamente diffuse su questa area, in cui ricordiamo insiste il Biodistretto della via Amerina e delle Forre, così come il protocollo di Agricoltura Consapevole e che garantiscono una crescente fonte di guadagno e di ricchezza diffusa per gli abitanti lasciando intravedere un futuro roseo e virtuoso assieme ad una costante crescita dell’economia del turismo culturale di qualità. Il rischio che questo ciclo virtuoso venga violentemente interrotto dall’economia legata attività incompatibili non può essere corso.

 

“Il nostro Comitato – conclude Clementoni – è impegnato a far crescere una sensibilità diffusa sui temi di conservazione dei sistemi naturali e della promozione di pratiche virtuose nell’ambito del Bacino della Valle del Teja, in modo da poter garantire negli anni la vocazione territoriale legata al patrimonio naturale e storico-culturale, all’agricoltura ed al turismo sostenibile.

Solo così’ riteniamo si possa garantire la tutela delle risorse idriche, dell’integrità del territorio e quindi anche della salute dei suoi abitanti che potrebbero essere presumibilmente a rischio da attività di discarica all’interno del bacino idrogeologico della Valle del Treja, a monte del comune di Magliano Romano, Rignano Flaminio, Mazzano Romano, Calcata, Faleria, Castel Sant’Elia, Civita Castellana”.

Comitato Bacino Valle del Treja

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