Giro delle Sette Chiese, “Nello è con noi!” (foto)

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Barbara Bianchi

 

VITERBO – Si riparte dallo storico piazzale delle scuole rosse, per riprendere una tradizione interrotta da tempo. Il Giro delle Sette Chiese, quest’anno, rispolvera il passato, per rinnovarne la forza e l’energia.

 

“Trovarmi qui, oggi, a parlare da queste scale mi fa tornare in mente gli anni della mia giovinezza – commenta il Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini – ma soprattutto fa sentire ancora vivo in mezzo a noi, il Presidentissimo Nello Celestini!”. Un applauso scrosciante rompe il silenzio del piazzale della scuola Fantappiè: tutti amano Nello e la sua assenza, quest’anno, significa più che mai presenza. Ogni parola, ogni ricordo va a lui.

 

“Urliamo più forte il nome della nostra Santa, applaudiamo con più energia perché ci senta” prosegue lo stesso. I Facchini riempiono il piazzale con le loro divise bianche e rosse. Hanno gli occhi fissi sul loro Presidente, ne ascoltano ogni parola. Accanto a lui il Prefetto Piermatti, il Vescovo Monsignore Lino Fumagalli, il Presidente della Provincia Mazzola e il Sindaco Michelini, che, per questa giornata di festa e devozione, sembra aver messo da parte ogni rancore dei giorni passati. Anche il Sindaco di Sassari, Nicola Sanna, è presente “per fare in modo che la rete delle Macchine a spalla, che ha ricevuto il titolo di bene immateriale dell’umanità, non sia soltanto una pro forma istituzionale, ma sia strumento di unione e collaborazione tra le varie realtà italiane”, sottolinea lo stesso. Immancabili il Capofacchino Rossi, Fiorillo, Celestini, Scipio, Ascenzi e gli amici del Pilastro e di Santa Barbara.

 

“È la prima volta che vivo questa festa da cittadina viterbese: è un onore, nonché sogno che diventa realtà!” Prende parola il Prefetto. “Di fronte ai cavalieri di Santa Rosa, mi sento esplodere il cuore, mai vista tanta fede e partecipazione nella mia carriera!”. L’aiuto per la frase di rito arriva, poi, dal Capofacchino in persona: un “Evviva Santa Rosa!” urlato a pieni polmoni, cui fa eco la risposta delle decine di leoni.

 

Alle 16, dopo aver ricevuto la benedizione di Papa Francesco tramite il Vescovo, tutti i Facchini sono in formazione, pronti a sfilare per le vie del centro. Prima tappa Colle del Duomo: la tradizionale foto di rito sulle scalinate della chiesa richiama decine e decine di viterbese e non. Tutti con un telefono in mano, una macchinetta, decisi a non farsi sfuggire il momento. La Banda torna ad intonare “La sera del tre…” e, scandendo il tempo, i Facchini si dirigono verso la seconda tappa, la Chiesa di Santa Giacina. Ad accoglierli le suore di clausura, che hanno preparato per loro le foglie ‘appuntite’ legate alla tradizione della Santa. Giusto il tempo di qualche saluto alle anziane sorelle e si riparte alla volta di Santa Maria Nuova. Ancora molti i passi da fare.

 

“In questo particolare giorno abbiamo gli occhi del mondo addosso – commenta il primo cittadino – e non lo dico per egocentrismo! Tre coincidenze particolari hanno reso il trasporto del 2015 un evento senza precedenti”. Si riferisce, ovviamente, al riconoscimento Unesco, alla presenza della Macchina all’Expo milanese e la costruzione dell’inedita “Gloria”. E proprio il suo costruttore, Raffaele Ascenzi è in prima fila, a guidare i Facchini per le vie del centro: “Stento a trattenere le lacrime: sono emozionato come un bambino”, si lascia sfuggire.

 

Alle 16.20 il lungo corteo bianco e rosso giunge a Piazza del Comune: la Chiesa di Sant’Angelo è spalancata per far entrare tutti. Via Roma, Corso Italia e Via Sapienza sfilano velocemente sotto gli stivali neri dei Facchini, in una manciata di minuti si giunge a Piazza della Repubblica per un omaggio al monumento a loro dedicato. Poi viale Marconi e sosta di fronte al ricordo dei caduti. Le corone di fiori, portate in spalla fino a questo momento da quattro Facchini, trovano posto ai lati del monumento. La banda intona “La canzone del Piave” e tutta la comunità presente si stringe nel ricordo. Pochi secondi di silenzio seguono l’ultima nota. Si torna in formazione, pronti ad affrontare Via Magliatori per giungere alla Chiesa della Trinità: l’arrivo dei Leoni è atteso da centinaia di occhi, altrettanti mani che battono e incoraggiano i Facchini.

 

Si arriva a San Francesco e la costante si mantiene invariata: il corteo cammina tra due ali di folla. C’è chi chiama il nome del papà, chi del marito, del genero, del suocero o dell’amico. Tutti fieri nel voler salutare gli eroi di una città intera. Via Matteotti e Piazza Verdi. Poi, di fronte ai loro occhi, la salita che questa sera, con “Gloria” sulle spalle dovranno affrontare di corsa. Si fermano un attimo a guardarla. Sinistro, destro, sinistro. Si avanza. La sosta che sta loro più a cuore é vicina: la Chiesa di Santa Rosa. Una preghiera, un momento di raccoglimento personale di fronte al corpo della Santa, ragione di tanta fede e partecipazione.

 

Il giro delle Sette Chiese si concluderà definitivamente con l’arrivo a San Crispino: qui la merenda e il ritiro fino al momento della partenza. Alle ore 21. (segue galleria fotografica)

 

Giro 7 chiese Facchini Santa Rosa

 

Giro 7 chiese Facchini Santa Rosa

 

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