Montefiascone, Festa del 2 giugno in tono minore

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – La festa del due giugno è stata ricordata anche nella cittadina di Montefiascone anche se, in tono minore, dobbiamo, purtroppo, sottolineare. Intorno alle undici, presenti tutte le autorità religiose, civili, militari e varie associazioni con i propri labari e le proprie bandiere, sulle note della banda cittadina, ha avuto luogo la commemorazione del grande evento di quel due giugno millenovecentoquarantotto allorché, terminata le seconda guerra mondiale, tutti i cittadini italiani furono chiamati alle urne per scegliere il nuovo sistema politico da impiantare in Italia per il governo del paese.

 

I dati storici, si da per scontato che siano a conoscenza di tutti, ma se guardiamo come i cittadini hanno partecipato e partecipano alla celebrazione di eventi come questo e simili, c’è da dire che molti, per non dire tanti, non ricordano, o meglio, non conoscono affatto la storia. Dopo aver posto la corona d’alloro alla base del monumento ai caduti, ha preso la parola il sindaco L.Cimarello che ha ricordato le tematiche di quei giorni e la trepidazione politica in cui gli italiani vennero chiamati alle urne per scegliere quale dei due modelli politici, monarchico o repubblicano, volevano alla guida del paese in via di ricostruzione in ogni settore, specialmente in quello politico. Il sindaco ha sottolineato come in quell’occasione furono ammesse al voto anche le donne e come gli italiani risposero in massa con una presenza alle urne intorno al novanta per cento. Il primo cittadino ha poi fatto un confronto, velato di rammarico, tra l’affluenza alle urne di quegli anni e quella di questi giorni nel contesto delle elezioni in diverse regioni e molti comune medio grandi; affluenza che ha fatto registrare un vero e proprio crollo. Come allora, ha concluso il sindaco, l’unità e la collaborazione politica fu la molla che spinse il paese verso la rinascita, così oggi è necessaria tornare a quello spirito per uscire fuori dalla crisi che ci attanaglia in ogni settore della vita sociale: dal lavoro alla disoccupazione giovanile, dalla ricostruzione morale al risveglio dei sani principi giuridici sui quali si fonda il sereno vivere di ogni popolo, di ogni nazione e di ogni città grande o piccola che essa sia.

 

Un velo di leggera tristezza durante la cerimonia è stato provocato dalla quasi totale assenza dei cittadini e soprattutto da diversi ragazzi che, imperturbati, sia durante la deposizione della corona d’alloro, sia durante il discorso del sindaco, sia durante il suono del Silenzio, e soprattutto durante l’esecuzione dell’Inno Mameliano, hanno tranquillamente seguitato a giocare al biliardino e conversare seduti ai tavoli del vicino bar. Triste testimonianza sulla quale lasciamo la riflessione personale ai nostri lettori altrimenti dovremmo scrivere un trattato di filosofia anziché un semplice articolo giornalistico di semplice cronaca di un evento.

 

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