Sagra del fungo porcino di Oriolo Romano, meno di un mese al via della XII edizione

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ORIOLO ROMANO – È un prodotto della terra, rappresentante vivente dell’autunno, stagione in cui, ahinoi, dobbiamo arrenderci a entrare: è messer lo fungo porcino, a cui Oriolo Romano, piacevole paesino della provincia di Viterbo, dedica la sua sagra annuale.

 

Nella incantevole cornice di Piazza Umberto I, all’ombra di Palazzo Altieri, prende il via da Venerdì 11 a Domenica 20 Settembre, nei due fine settimana, la dodicesima edizione della Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano organizzata dalla Associazione Culturale Oriolo Romano in collaborazione con il Comune e la Pro Loco e circa 100 volontari.

 

Protagonista del menu non poteva che essere lui: il fungo porcino in tutte le sue declinazioni: per cominciare, bruschetta alla crema di porcini, poi le classiche fettuccine, spezzatino o arista ai funghi, porcini fritti, la zuppa ai funghi porcini e fagioli e persino il pane impastato con questa prelibatezza che ci regala la terra, anche per celiaci.

 

La consueta cortesia e ospitalità del Paese e degli organizzatori della Sagra, sarà integrata dalla compagnia domenicale di Poeti a Braccio e Stornellatori, e nelle altre giornate, banda musicale, giochi per bambini e tutte le sere musica da ballo.

 

La sagra si svolge nella splendida piazza Umberto I, dove si affaccia Palazzo Altieri (già Palazzo Santa Croce), sul quale si legge quello che potrebbe essere definito l’atto di nascita del paese: “Giorgio Santa Croce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell’anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di S. Giorgio (1570), edificò questo palazzo”.

 

Al centro della piazza la Fontana delle Picche, realizzata su disegno del maestro Jacopo Barozzi da Vignola. Nelle vie principali del centro un mercatino di prodotti tipici del territorio a base di fungo porcino e non solo. Interessante la Mola del biscione, un antico mulino costruito da Giorgio Santacroce, il fondatore di Oriolo. Oggi ne sono rimaste, e sono quindi visibili, solo le antiche mura e i canali che trasportavano l’acqua verso il fiume Mignone.

 

Per chi preferisce un’immersione nel verde se non è troppo caldo si possono fare due passi a Le Olmate, un insieme di viali alberati che uniscono il paese a Montevirginio, una frazione del vicino e altrettanto ridente Canale Monterano.

 

Oppure un’iniezione di natura nella Faggeta, un bosco di faggi davvero stupendo che fa parte del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano.

 

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