“Il paradiso delle doppiette-votanti”

0

 

VITERBO – Leggendo con estrema curiosità, le esilaranti lettere di autoincensamento partorite negli ultimi giorni sulla stampa locale, da parte dei vertici delle associazioni dei cacciatori, sento in cuor mio di non potermi esimere dallo specificare quanto segue:che io sia un animalista oltremodo, non è di certo un segreto, che la politica locale abbia un esagerato bisogno di un conforto venatorio mi sembra ormai lapalissiano, che i cacciatori militanti attivi esigano ragione del loro voto elettorale in maniera oltremodo palese ormai è dato per scontato ( cito la frase finale della lettera dei “Cacciatori di Selezione Viterbo” inviata all’URCA Lazio relativamente alla mancata autorizzazione alla devastante autorizzazione alla caccia al capriolo che la Regione Lazio stentava a concedere – “A queste domande ASPETTIAMO risposta e ciascuno, finalmente, dovrà uscire allo scoperto e assumersi le proprie responsabilità”, e mi pregio di citare anche il finale della lettera pubblicata dalla stampa del Dott. Luigi Cesarini Presidente dell’Arci Caccia provinciale “ Per tanto chiedo ai Presidenti degli ATC della nostra provincia uno sforzo per unire le loro idee ,chiedo ai colleghi Presidenti di delle Associazioni Venatorie Provinciali di porre in essere tutte le pressioni possibili affinchè avvenga ciò, per dimostrare che le nostre differenze di fondo sulla caccia non metterebbero mai in difficoltà il personaggio principale di questa passione il cacciatore”).

Sin qui la politica, ora, alla luce di quanto esposto, per avere un quadro più lineare, vorrei passare alla fase statistica.

Il 3 Giugno 1990 i cittadini italiani furono chiamati alle urne per esprimere il loro giudizio sulla caccia e il risultato fu che il 93% di essi risultò contrario, tra parentesi il maggior consenso mai raggiunto in Italia.

In tutta la penisola si contano a tutt’oggi meno di 750 mila cacciatori, circa il 0,6 per cento dell’intera popolazione, che però, sempre grazie ad una politica sconsiderata, decide divinatoriamente le sorti di tutti gli esseri viventi esistenti sul territorio.

E adesso mi preme parlare, sempre in termini faunistici, di quanto accade ed accadrà nel nostro territorio della Tuscia:

i cinghiali rappresentano un problema per le nostre campagne e quindi “i politici illuminati” ne decidono a tavolino lo sterminio affidando, guarda caso, questo oneroso lavoro ai loro fedeli cacciatori. Lavoro duro ma qualcuno doveva pur farlo.

Le oche canadesi meravigliose che adornano il Lago di Bolsena, insudiciano le spiagge (?) e per tale motivo i soliti politici ne decidono l’eradicazione forzata con tale motivazione (fonte sito della Provincia di Vitrbo) “si esprime parere favorevole all’eradicazione della specie ad elevato potenziale invasivo, prima che possa colonizzare altre zone umide ed ampliare la propria diffusione nazionale, rendendo in tal modo più complesse le azioni di contenimento” in quanto si specifica nella nota, contrariamente al pensiero Renziano sull’immigrazione, “ci battiamo per togliere dagli ambienti specie introdotte artificialmente e che sul piano biologico e naturalistico non meritano la conservazione”.

Le Volpi animali operosi ed utilissimi per il bioequilibrio, vengono definite dalla politica “pericolose ed infestanti” ma nella realtà solo un fastidio per i cacciatori, da loro considerate un pericoloso rivale e quindi date in pasto alle doppiette al grido chi più ne ammazza vince.

I Piccioni animali che da sempre adornano le nostre splendide torri e che da sempre rallegrano le nostre piazze, oggi al centro di uno sterminio programmatico, io amo definirlo cibo per doppiette psicopatiche, con l’indegna accusa di essere loro la causa del crollo delle mura cittadine e non l’incuria devastante degli addetti ai lavori.

I Caprioli ed ungulati in genere, sono da anni al centro di una caccia politica spietata giustificata da un fantomatico “esubero sconsiderato”(?) mai in effetti rendicontato. In tal senso mi pregio di citare una nota del WWF del 2009, nella quale si dichiarava che nella Tuscia il capriolo fosse in una fase di pericolosa estinzione, a causa del bracconaggio e della caccia sconsiderata.

Eviterò, per non rischiare di scrivere un trattato, le altre centinaia di specie animali, concesse senza motivo alle doppiette-votanti, ma ciò che mi preme specificare è che la fauna non appartiene di fatto a 100 politici senza scrupoli e a 2250 cacciatori, gli animali, il territorio, le bellezze faunistiche appartengono agli uomini, ai cittadini ed agli abitanti tutti di questa fantastica regione, che, tra l’altro, il 97% di essi sono contrari a questo sconsiderato operato. A loro dedico una frase di S. Agostino: “Dio giudica, tutto il resto di lui non fa uso”.

Leonardo De Angeli

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.