Conferenza dei servizi, come cambia il sistema sanitario locale della Tuscia

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VITERBO – Il 2016 per la Asl di Viterbo sarà un anno impegnativo e pieno di progetti finalizzati a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi erogati all’utenza, buona parte dei quali sono già in fase di partenza.

 

È quanto è emerso ieri alla Conferenza dei servizi dell’azienda sanitaria locale che si è svolta all’Hotel Salus terme di Viterbo. All’incontro, presieduto dal direttore generale Daniela Donetti, ha partecipato anche il sub commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del Servizio sanitario della Regione Lazio, Giovanni Bissoni, il quale ha anticipato alcuni dei contenuti dei prossimi programmi operativi regionali per la sanità 2016-2018. Un documento, quello dei programmi operativi, che fissa obiettivi e linee strategiche che devono essere perseguiti dalle aziende sanitarie e ospedaliere del Lazio per rafforzare quel trend di netto miglioramento dallo squilibrio finanziario, il cui superamento sta conducendo la Regione all’uscita dalla lunga fase di commissariamento.

 

“Dalla relazione del sub commissario Bissoni – commenta Daniela Donetti – abbiamo appreso che già dal prossimo le aziende sanitarie, per cui anche la nostra, avranno una maggiore autonomia gestionale e organizzativa. Questo comporta anche l’assunzione di una maggiore responsabilità che noi interpreteremo superando la logica del mero governo dei costi, che ovunque ha prodotto solo inefficienze amministrative, e puntando al miglioramento del qualità dei servizi erogati, l’unica risposta in grado di produrre dei risultati tangibili, anche sotto il profilo economico”.

 

Ed è proprio nell’ottica della sostenibilità e dell’orientamento al cittadino, tema della conferenza dei servizi, che ieri la direzione strategica della Asl ha inteso condividere con i professionisti aziendali i progetti e le azioni da mettere in campo per il 2016. Tra queste l’apertura di tre case della salute a Bagnoregio, Soriano nel Cimino e a Ronciglione, la riorganizzazione dei servizi territoriali, con una analisi attenta del bisogno e dell’offerta di salute e con il potenziamento dei Punti unici di accesso, l’attivazione del nuovo percorso nascita che, anche attraverso l’incremento dei consultori presenti nella Tuscia, sarà in grado di garantire una completa presa in carico della donna in gravidanza, e lo sviluppo di nuove reti e percorsi diagnostico terapeutico assistenziali. Tra questi: la rete oncologica per i tumori polmonari e i percorsi fast track in pronto soccorso.

 

“Abbiamo parlato anche di come stia cambiando e proseguirà a cambiare la nostra offerta ospedaliera – prosegue il direttore generale Donetti -, da una parte con l’adozione di nuovi modelli organizzativi basati sull’assistenza incentrata per intensità di cure, che supera la logica dei reparti intesi per compartimenti stagni, dall’altra con progettualità specifiche per gli ospedali di Tarquinia, Acquapendente, Civita Castellana e per la struttura di Montefiascone. La logica è quella di mettere le risorse in rete, di individuare una identità specifica a ogni struttura ospedaliera, di ottimizzare tutti i punti produttivi, a partire dalla rete chirurgica, affinché i nostri utenti possano scegliere con convinzione e con le giuste informazioni di poter accedere ai servizi che l’Azienda può offrire loro”.

 

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