Lavoratori Cup, focus sull’ospedale di Acquapendente

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ACQUAPENDENTE – Cortesia, gentilezza, funzionalità e precisione. Seppur aderendo allo sciopero, le operatrici Cup Ospedale di Acquapendente si alternano all’unico sportello aperto, consentendo un efficientissimo servizio.

 

Anche se le problematiche esistono, come sottolineano le stesse poco dopo le ore 12.30, orario previsto come termine attività lavorativa del Lunedì “Ci allineiamo ai colleghi di tutto il Lazio”, sottolineano, “prendendo atto dell’esito negativo dell’incontro tra le rappresentanze sindacali Cgil, Cisl, Uil e quelle dell’Amministrazione regionale. Esortiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a prendere parte a tutto questo, in difesa del proprio diritto al lavoro, diffidando la Regione Lazio, le Aziende Sanitarie e le imprese titolari dei servizi, le quali impiegano i lavoratori in lotta dall’intraprendere azioni sindacali che dovessero limitare il loro diritto di sciopero e/o a provvedere a sostituzioni del personale. L’azione a cui si giunge dopo aver tentato inutilmente un dialogo con la Regione Lazio, è giustificata dall’ottusa intransigenza di cinici amministratori pubblici che non intendono modificare di una virgola capitolato di gara. Restano quindi confermati dalla Pisana il taglio di circa il 20% delle ore rispetto all’attuale organico che produrrà secondo i nostri calcoli la perdita di circa 350 posti di lavoro, mentre si conferma che le imprese che partecipano al bando non avranno nessun obbligo, in caso di aggiudicazione dei lotti di gara, di riassumere il personale in servizio nei ruoli e nelle retribuzioni attuali.

 

Quanto di peggio ci si possa aspettare da un’Amministrazione ed un istituzione Pubblica che si dice vicina ai lavoratori, a colpi di massimo ribasso sul costo del lavoro e nella totale assenza di clausole sociali. Un comportamento che evidenzia una volta di più l’oramai manifesta volontà di affossare il servizio sanitario pubblico regionale, avallando oltretutto, oltretutto una gara centralizzata partorita in un clima di perdurante scarsa trasparenza dei comportamenti dei responsabili del procedimento, già evidenziati dalla precedente gara svoltasi nel mortale abbraccio della Regione Lazio con mafia capitale e poi per questo motivo annullata dalla Pisana. Scioperare per noi, infine, vuol dire lottare per il futuro nostro, delle nostre famiglie ed in difesa del diritto dei cittadini ad un servizio sanitario regionale pubblico efficiente ed accessibile e tutti”.

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