USB Sanità e USB VV.FF. lanciano un grido di allarme sulla situazione della sanità nella nostra provincia

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VITERBO – “Da molti giorni se non da settimane si cerca di evitare di parlare di Sanità ed in particolare di Azienda USL a Viterbo. Le numerose richieste d’incontro avanzate alla Direzione Strategica dell’ASL, anche per i problemi che si vanno accumulando nella Sanità Privata convenzionata, sono rimaste lettera morta. Soltanto qualche sporadico articolo sui quotidiani della nostra provincia ci fa tornare alla mente soltanto alcuni dei problemi sanitari che da decenni attanagliano la nostra AUSL, problemi che non solo non si sono mai risolti ma che, se possibile, crescono ogni giorno di più e che l’ultimo Atto Aziendale partorito e mai applicato, ha contribuito ad acuire.

 

Abbiamo ritenuto utile fare il punto della situazione all’interno della nostra Organizzazione Sindacale e per questo, dopo aver incontrato le nostre rappresentanze e discusso a tutto campo, sono emerse chiare tutte le criticità e le inadempienze che saranno oggetto dei nostri progetti e delle nostre battaglie future.

 

Rileggendo l’Atto di Autonomia Aziendale, ci cadono gli occhi sull’oggetto misterioso denominato “Case della Salute”, fortemente voluto e mai decollato a causa della totale incompatibilità con la realtà del territorio e, soprattutto degli ex Ospedali che avrebbero dovuto ospitarle. L’Ematologia a Montefiascone che avrebbe dovuto avere la possibilità di eseguire in loco i trapianti di midollo, non potrà mai essere operativa poiché a Montefiascone non c’è più un Ospedale, ma si continua a far credere che Ematologia a Montefiascone si farà tanto che si sta provvedendo a montare cappe e strumentazioni che, tutti sanno, non verranno mai utilizzate continuando a sperperare denaro pubblico!

 

Cosa dire poi dei reparti scomparsi come Ostetricia e Ginecologia a Tarquinia con l’inevitabile ingolfamento a Civita Castellana, Geriatria eliminata a Montefiascone, portando Belcolle al collasso, un altro passo falso verso l’inefficienza ed il caos. Rianimazione, non più presente a Civita Castellana ed il destino incerto della stessa a Tarquinia ci fanno purtroppo pensare ad un progressivo declino di questi Ospedali ed a tempi difficili per i poveri pazienti. Un altro evento sconcertante è la fine completa di Oculistica presso Belcolle, come si è arrivati all’idea che un Ospedale che avrebbe dovuto diventare di 2° livello, rinunci anche ad operare le cataratte?

 

La rete dell’emergenza fa acqua da tutte le parti tanto che per evitare di assumere personale all’ARES si è provveduto ad appaltare il delicato servizio a Cooperative private esterne che si avvalgono della collaborazione quasi esclusiva di personale volontario.

 

I milioni di euro spesi per gli affitti, da noi più volte denunciati, i lavori infiniti presso gli Ospedali di Belcolle e Tarquinia, sono sotto gli occhi di tutti, si è sprecato e, quel che è peggio, si continua a sperperare denaro pubblico, sottraendo sempre più risorse al Sistema Sanitario e determinando una totale inefficienza dei servizi sul territorio.

 

Per ultimo, ma non ultimo, forse è interessante sapere che per quanto riguarda il servizio di elisoccorso, l’affidamento ad un soggetto privato costa alla Regione Lazio circa 10 milioni di euro/anno, se prendiamo in considerazione l’analogo servizio presso la Regione Liguria, affidato in questo caso alla componente aerea dei Vigili del Fuoco, il costo scende a circa 2,2 milioni di euro/anno; per di più, sempre nel Lazio, a causa della linea che separa il soccorso tecnico urgente da quello sanitario, spesso si trovano ad operare più elicotteri sullo stesso scenario determinando un aggravio di rischio per la sicurezza degli operatori.

 

Tutto quanto sopra da noi denunciato, sarebbe sufficiente per chiedere le dimissioni di un’intera classe dirigenziale e determinerebbe, forse, i risparmi necessari a mantenere e garantire l’apertura di qualche Pronto Soccorso che è stato chiuso nonché la sopravvivenza delle strutture private accreditate tanto necessarie alla nostra provincia”.

 

USB Sanità

 

USB VV.FF.

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