“Villa Rosa, che fine ha fatto il piano di rilancio?”

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VITERBO – “Lo scorso 8 ottobre, a seguito del licenziamento di alcuni operatori della Casa di Cura Villa Rosa, si è tenuto un vertice in Prefettura tra la ASL, i sindacati, la PWH ( Price Wather House ) e il Sindaco di Viterbo.

 

Proprio Lei, sig. Sindaco, alla fine della riunione, ha dichiarato che l’incontro era stato molto proficuo, vista la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali e anche la sopravvivenza di una struttura sanitaria specializzata che opera a Viterbo da più di cento anni e, per tali motivi, ha chiesto di conoscere il tanto decantato “piano di rilancio” predisposto dalla stessa PWH, un documento così importante che, paradossalmente, non era stato presentato nemmeno alla ASL di Viterbo.

 

Ebbene, Sindaco, a distanza di quasi un mese, nessuna notizia ufficiale è pervenuta ai soggetti che stanno seguendo con particolare trepidazione il futuro di Villa Rosa, ad iniziare dagli operatori che hanno perso il posto di lavoro, con grave danno per le loro famiglie e per l’inevitabile riduzione di prestazioni e servizi, tutta a svantaggio dell’Utenza e degli stessi ricoverati. Da quella riunione in Prefettura, i cittadini si sarebbero aspettati ben altre risoluzioni e, invece, a tutt’oggi, permane un alone di mistero sulla sorte di questo Istituto Sanitario così importante per il territorio viterbese, se non altro perché è l’unico a livello provinciale che può trattare l’assistenza a malati psichiatrici e che, al tempo stesso, offre un notevole sussidio all’ospedale Belcolle.

 

Nel frattempo, ci risulta che sta montando la rabbia dei dipendenti e dei parenti dei ricoverati poiché percepiscono di essere le uniche “vittime sacrificali” di una crisi che non ha ragione di esistere, visto che il bilancio di Villa Rosa è in attivo e per il quale i “tagli” predisposti dalla PWH, appaiono assolutamente ingiustificati e probabile causa di un arretramento funzionale non compatibile con le condizioni regionali di accreditamento.

 

Dallo scenario poco edificante di una struttura che è sempre stata considerata il “fiore all’occhiello” della Sanità viterbese, sembra prendere corpo la volontà dei dipendenti di scrivere a Papa Francesco e al Vescovo Lino Fumagalli per metterli al corrente delle dannose manovre gestionali volute dalla Casa Provinciale delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù che, da una parte stanno riducendo pericolosamente il Personale e, dall’altra, provocano disagi ai degenti e ai fruitori di importanti Servizi specialistici.

 

Pertanto, sig. Sindaco, in qualità di “Prima Autorità Sanitaria” della città, La invitiamo a ritornare con forza sulla vertenza Villa Rosa affinché attori esterni al territorio, come gli incaricati della Price Wather House, non abbiano a determinare un dissesto grave ed irreversibile di questa importante struttura convenzionata, con pesanti conseguenze sull’intera rete sanitaria del viterbese”.

 

Roberto Talotta
Dipartimento Sanità di FondAzione

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