Cava di Sant’Eutizio, il 19 aprile la definizione del cronoprogramma degli interventi

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VITERBO – “Si è svolto, oggi, un incontro presso la Sala del Consiglio della Provincia di Viterbo, sulle ormai note problematiche relative al recupero della cava di Sant’Eutizio di Soriano nel Cimino.

 

Con il consigliere regionale on. Enrico Panunzi avevamo concordato di riunirci insieme alla Prefettura, ai direttore generale dell’Asl di Viterbo, al direttore generale di Arpa Lazio, al Comune di Soriano e ad autorevoli rappresentanti della Regione Lazio, per concordare insieme a tutte le parti interessate una strategia di intervento, alla presenza dei cittadini.

 

Occorre indagare sul suolo e sull’acqua di quei luoghi e georeferenziare alcuni punti nel tempo, per non mettere a repentaglio la sicurezza delle persone che vivono in quella località, qualora si evidenziasse un inquinamento importante.

 

Vanno decisi tempi e metodi di rilevazione, con procedure ed attività circoscritte. Per questo si è convenuto sulla necessità di istituire un tavolo permanente, con il coordinamento della Provincia.

 

L’intento deve essere quello ragionare responsabilmente per risolvere il problema, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, al di là delle polemiche.

 

E’ stata condivisa l’urgenza di predisporre un piano di monitoraggio e controllo, unitamente alla messa in sicurezza del sito, quest’ultima di competenza del Comune di Soriano, nell’osservanza del corretto iter amministrativo da seguire.

 

E’ convocata per il prossimo martedì 19 aprile, alle ore 9:30, presso gli uffici dell’Ente, una riunione con tutti i tecnici per definire il relativo cronoprogramma”.

 

Mauro Mazzola
Presidente della Provincia di Viterbo

 

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“Predisporre un piano di caratterizzazione dell’area, in modo da definire in maniera chiara le attività da intraprendere, i soggetti che devono porle in essere ed entro quali tempi, che dovranno essere necessariamente rapidi. Prima, però sono necessarie azioni di messa in sicurezza immediata del sito e le amministrazioni interessate, a partire dal Comune, devono produrre tutti gli atti amministrativi – supportati da elementi inoppugnabili – capaci di risolvere finalmente la vicenda, anche perché di tempo se ne è perso già troppo.

 

Sono questi i risultati a cui è giunta la prima riunione del tavolo tecnico sulla ex cava in località Crocetta, nel Comune di Soriano nel Cimino, riunitosi questa mattina. Al tavolo, convocato dal presidente della Provincia Mauro Mazzola, oltre a rappresentanti dell’ente di Palazzo Gentili, hanno partecipato Rosanna Cintoli (direttore tecnico Arpa Lazio), Aldo Palombo (dirigente Area qualità e ambiente Regione Lazio), Francesco Forastiere (direttore Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio), il direttore della Asl di Viterbo Daniela Donetti, Luca Ranucci (Corpo forestale dello Stato), Roberto Camilli (vice sindaco Comune di Soriano), Maurizio Capponi (responsabile Suap Comune di Soriano) e i rappresentanti dei comitati. Da parte del sottoscritto, oltre ad aver interessato i tecnici regionali (che ringrazio per la presenza) e lo stesso assessore all’Ambiente Mauro Buschini, c’è la massima volontà a collaborare per far si che alla popolazione interessata siano date risposte certe, chiare e nel più breve tempo possibile. Ovviamente deve essere assicurata la salubrità del sito e se a seguito di ulteriori analisi e rilievi saranno verificati valori di Csc superiori alla norma si dovrà procedere alla bonifica dell’area.

 

Da oggi, quindi, si dà il via ad un cronoprogramma ben preciso, ed il tavolo che si è costituito sarà attivo fino a quando non sarà risolto il problema. Dai tecnici, del resto, c’è stata la massima volontà a far luce sulla vicenda. Arpa Lazio, come ha ribadito la dottoressa Cintoli, ha già effettuato delle analisi da cui risulta, in particolari condizioni, una concentrazione di acido solfidrico superiore alla norma. Si sta avviando anche il monitoraggio per vedere se ci sono contaminazioni nelle falde acquifere: a tal fine Mara Ciambella, dirigente settore Ambiente della Provincia, ha affermato che è già pronta una mappatura dei pozzi circostanti e che quindi si può procedere in tempo brevi alle analisi. Aldo Palombo, oltre ad avere espresso la necessità di procedere alla redazione del piano di caratterizzazione dell’area, ha ricordato come le analisi e i campionamenti dovranno chiarire anche perché si è prodotto del biogas nel sito.

 

L’opportunità di acquisire ulteriori elementi è stata sottolineata anche da Francesco Forastiere, mentre la Asl ha assicurato massima collaborazione per tutti gli aspetti di sua competenza. Il Comune, infine, ha precisato come l’Aua (Autorizzazione unica ambientale) alla società sia ora sospesa con un’ordinanza sindacale e ha annunciato che presto metterà in campo un team di tecnici per valutare tutte le azioni da intraprendere.

 

Bisogna fare in fretta e nei prossimi giorni il tavolo si riunirà di nuovo. Ma, come detto, la pubblica amministrazione deve avere elementi certi ed inoppugnabili su cui basare i propri atti. Questo al fine di procedere senza intoppi e tutelare al meglio il bene più importante, vale a dire la salute dei cittadini”.

 

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

 

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