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Porto Clementino Festival: la Compagnia Teatrale Faul di Viterbo in “Na Santarella”

In: Primopiano 2, Spettacolo, Tarquinia

11 agosto 2012 - 19:07


nasantarella

TARQUINIA – (c) Sabato 4 agosto, alle ore 21.30, la commedia teatrale protagonista al Porto Clementino Festival di Tarquinia Lido, con La Compagnia Teatrale Faul di Viterbo in “Na Santarella” di Eduardo Scarpetta.

 

La compagnia nasce nel 1985 con lo scopo di promuovere la cultura del teatro in special modo nel mondo giovanile. Aderisce alla FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) e la maggior parte delle rappresentazioni che porta in scena sono a beneficio di associazioni o enti morali locali e nazionali; e di questo tutto il gruppo ne è fiero .Le commedie sinora portate in scena, sono state rappresentate oltre che nei maggiori teatri e piazze della provincia di Viterbo anche nei teatri di Rovigo, Terni, Roma, Termini Imerese, Rieti, Latina, Frosinone, Alatri, Anagni.

 
LA COMMEDIA
L’opera è una delle trasposizioni più riuscite, dalla classica pochade francese, di Eduardo Scarpetta: lo spettacolo deriva infatti dall’operetta di Meilhac e Millaud “Mam’zelle Nitouche” che in Italia i più fortunati ricordano di aver visto con Elisabetta Viviani, Ernesto Calindri e Lauretta Masiero in un film del 1980 per la regia di Vito Molinari. Con questa commedia, riscritta nel 1889, E.Scarpetta ottenne uno straordinario successo di critica e soprattutto di pubblico e con gli introiti che da essa derivarono acquistò una villa a Napoli che chiamò proprio “Villa Santarella”, divenuta così famosa, che lo stesso Comune di Napoli chiamò la strada che portava alla villa “Viale Santarella”. Il nome rimase nell’uso anche dopo che l’intitolazione della strada fu cambiata. In riconoscenza per i lauti guadagni realizzati, Scarpetta fece innalzare nell’ingresso del palazzo che aveva al centro di Napoli, tre statue, raffiguranti i personaggi principali della commedia.

 

La storia incentrata su Nannina, educanda del Convento delle Rondinelle, da tutti ritenuta la più studiosa, la più gentile, la più diligente di tutte le ragazze, insomma “na vera Santarella!”. Ma Nannina, in realtà , non affatto uno stinco di santo e con la sua furbizia e con la sua malizia scopre le magagne che nasconde Don Felice Sciosciammoca, l’organista del convento. Quest’ultimo, infatti, per “arrotondare” il misero stipendio da organista, ha composto un’operetta intitolata “La figlia dell’imperatore”, firmandola sotto falso nome. Nannina fiuta la situazione e cerca di sfruttarla a suo vantaggio, convincendo l’organista a portarla a teatro, per evadere dalla routine del convento. Se questi non obbedirà, lei riferirà tutto alla Madre Superiora… Da questa situazione si dipana tutta una mirabolante girandola di equivoci e fraintendimenti (come tipico delle commedie scarpettiane) che solo nel finale si scioglieranno.


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