Giro d’Italia, il belga Tim Wellens vince la 6^ tappa

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ROCCARASO – Il corridore belga Tim Wellens (Lotto Soudal) ha vinto la sesta tappa del 99º Giro d’Italia, da Ponte a Roccaraso (Aremogna) di 157 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e Ilnur Zakarin (Team Katusha).

 

Tom Dumoulin (Team Giant – Alpecin) indossa ancora la Maglia Rosa di leader della classifica generale della corsa.

 

RISULTATO FINALE
1 – Tim Wellens (Lotto Soudal) – 157 km in 4h40’05”, media 33,632 km/h
2 – Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) a 1’19”
3 – Ilnur Zakarin (Team Katusha) s.t.

 

MAGLIE
Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Tom Dumoulin (Team Giant – Alpecin)
Maglia Rossa, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Algida – Marcel Kittel (Etixx – Quick-Step)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Damiano Cunego (Nippo – Vini Fantini)
Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Bob Jungels (Etixx – Quick-Step)

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Tom Dumoulin (Team Giant – Alpecin)
2 – Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) a 26″
3 – Ilnur Zakarin (Team Katusha) a 28″

 

Il vincitore, subito dopo il traguardo, ha dichiarato: “Devo ringraziare Pim Ligthart. L’idea di attaccare insieme l’ha avuta lui in quel punto della tappa. Siamo rientrati sulla fuga insieme. Stavo benissimo oggi e ho potuto mantenere un buon passo in solitaria sulla salita finale. Sono incredibilmente felice per questa vittoria. È un po’ una sorpresa, sono anche contento che nessuna delle squadre all’inseguimento sia riuscita a riprendermi”.

 

La Maglia Rosa, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Non avevo programmato l’attacco ma quando ho visto Nibali partire gli sono andato dietro. C’era solo un’opportunità e l’ho colta. Sono davvero sorpreso dalla mia prestazione, sono andato più forte del previsto. Non credevo di avere questa condizione sulle salite. Non era alta montagna ma pur sempre salita vera”.

 

Evandro Stefanoni

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